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giovedì 4 febbraio 2016

APPUNTI DI SPORT, SUPERATE 100.000 VISUALIZZAZIONI



Grazie di cuore a tutti voi, a incominciare dalla grande famiglia del VolleyPesaro, dirigenti, tecnici, giocatrici e tifosi

@LucianoMurgia
Stasera, Appunti di Sport ha superato le 100.000 visualizzazioni. Mi dicono che per un blog dedicato in generale alla pallavolo, in particolare al Volley Pesaro, sia un risultato molto importante. Aggiungo che per me chi è importante è ognuno di voi.

Vi ringrazio per l'attenzione con cui seguite quanto scrivo, non con la penna, non con la tastiera, ma con il cuore. Ringrazio soprattutto chi fa vivere il Volley Pesaro, quindi Barbara Rossi e Giancarlo Sorbini. E ringrazio le ragazze, tutte le ragazze, dalla prima alla tredicesima, per le emozioni che mi regalano, che provo vedendole giocare, quando vincono (la scorsa stagione è stata fantastica), ma anche quando i risultati sono meno positivi. Ringrazio i tecnici e i fisioterapisti, con i quali peraltro ho vissuto un “campionato” intero per recuperare la mia maledetta spalla sinistra. Se ci sono riuscito è grazie a loro. Ringrazio infine gli appassionati della pallavolo, che sono tifosi che tutti gli sport vorrebbero avere. E da questo mio piccolo mondo mando un grande incoraggiamento alle azzurre che cercheranno di portare l'Italia alle prossime Olimpiadi. Forza ragazze, forza volley, forza sport.

giovedì 31 dicembre 2015

AUGURI E GRAZIE A VOLLEY PESARO E VUELLE


I sorrisi del 2015 me li ha regalati lo sport: il ritorno in A delle colibrì, l'emozione di rivedere una maglia con la scritta Daye

@LucianoMurgia
Personalmente, non avrò un ricordo bellissimo del 2015. Perdere la mamma, l'adorata mamma, è una ferita che non si rimargina. Soprattutto se la sua presenza è stata fondamentale per me, avendomi fatto - e, vedova a soli 45 anni - da madre e da padre.
Non che il 2016 parta con il piede giusto, se è vero che il primo giorno dell'anno coincide, coincideva purtroppo, con il compleanno di mia mamma.
Eppure ho diversi motivi per ricordare con un sorriso l'anno che si chiude oggi. Sono legati soprattutto allo sport.
Il primo me lo hanno regalato le colibrì, le splendide ragazze del Volley Pesaro, che, grazie alle ottime scelte della società (leggi la coppia presidenziale Barbara Rossi e Giancarlo Sorbini) e al grande lavoro dello staff tecnico (il direttore sportivo Paolo Mencarini, l'allenatore Matteo Bertini, il suo vice Gigi Portavia, l'addetto alle statistiche - che poi è un termine riduttivo rispetto all'impegno - Luca Nico) e medico (il dottor Bressan, i fisioterapisti Claudio Di Lorenzi e Gabriele Palucci), hanno riportato la pallavolo femminile pesarese dove più le compete. Intanto la serie A2. In seguito si vedrà.
A distanza di mesi da quella sera bellissima a Cisterna, ho ancora negli occhi la loro gioia, la loro emozione.
Il  Volley Pesaro 2014/15 il giorno della presentazione
E oggi che sta per andare in archivio il 2015, mi permetto di ricordarle, ringraziandole ancora: Francesca Babbi, Marika Battistelli, Ilaria Battistoni, Valentina Bellucci, Martina Bordignon, Gaia Concetti, Isabella Di Iulio, Elisa Mezzasoma, Valentina Salvia, Diletta Sestini, Sofia Spadoni e Sara Zannini.
Finisce il 20125, inizia il 2016 e allora tanti auguri per un nuovo anno sereno, proficuo, pieno di soddisfazioni alla società, ai dirigenti, agli allenatori, allo staff medico, alle vecchie e alle nuove colibrì: Alessia Arciprete, Francesca Babbi, Martina Bordignon, Isabella Di Iulio, Claudia Di Marino, Giulia Gennari, Alessia Ghilardi, Rita Liliom, Federica Mastrodicasa, Joelle M'Bra, Elisa Mezzasoma, Diletta Sestini, Sara Zannini.
E tanti auguri per un felice 2016 ai tifosi, a iniziare dagli impareggiabili Balusch, che amano la squadra del cuore, le proprie beniamine, ma sanno apprezzare la bravura delle avversarie, ricambiati dalle giocatrici delle altre squadre. Un'oasi di serenità in un mondo- quello dello sport – che sta prendendo e offrendo il peggio.
Auguri che vorrei trasmettere anche al mondo del basket, che è stato mio per quasi 40 anni, prima da tifoso poi da giornalista che ha avuto la fortuna di vivere da inviato le stagioni più esaltanti della Victoria Libertas Pesaro targata Scavolini. Tante vittorie, e magari poteva e dovevano essere di più se singoli accadimenti non avessero ostacolato una squadra che sul campo avrebbe meritato altri titoli.
Che emozione, il 9 con un Daye: Austin (foto Luca Toni dalla pagina Facebook della Vuelle)
Qualche giorno fa, tornando all'Adriatic Arena per una partita della Vuelle con l'Olimpia Milano, ho vissuto una grandissima emozione: rivedere la maglia numero 9 con la scritta Daye. Il mio ricordo, il mio affetto era rimasto a Darren, il padre. Austin, il figlio, mi ha riportato indietro nel tempo.
Un grazie enorme ad Ario Costa e a chi ha reso possibile questo viaggio a ritroso, con l'augurio che il futuro sia altrettanto glorioso, o comunque in grado di emozionarci.
Avrei da raccontare altre emozioni sportive, da quelle regalatemi dal FC Barcelona alla gioia provata nel rivedere in azione Alex Schwazer, ma oggi preferisco fermarmi a quelle più intime, alle  colibrì e alla Vuelle, l'unica mi faceva tifare contro i blaugrana di cui sono socio. Con l'augurio che accada ancora in futuro.



lunedì 7 settembre 2015

POLISPORTIVA PESARO, TANTE PAROLE MA NESSUN FATTO

La presentazione insieme di VL Consultinvest, Pesaro Rugby, Vis e Volley Pesaro ha fatto riaprire un'ipotesi polisportiva che non trova riscontri nei fatti

@LucianoMurgia
A volte ritornano... Come le chiacchiere estive sul tempo o sul miglior gelato o la migliore pizza. Parole, parole, parole... canterebbe Mina. Tanto non costano un centesimo e c'è chi sulle parole, sulle promesse raramente mantenute ci costruisce la carriera politica.
Mi ero promesso di non scrivere per qualche tempo di sport, soprattutto a livello locale, per dedicarmi ad altre passioni, a iniziare dalla musica sinfonica. Grazie alla splendida Sagra Musicale Malatestiana di Rimini, la passione è soddisfatta.
Però, leggendo alcuni articoli dedicati alla presentazione – in programma giovedì sera – delle quattro squadre pesaresi che rappresentano al meglio basket, calcio, rugby e volley, ho cambiato idea, almeno per un giorno.
Per carità, non è stato scritto che la Victoria Libertas punta a ingaggiare Danilo Gallinari e la Vis sogna Ibrahimovic, che il Volley Pesaro vorrebbe riportare in città Sheilla e il Pesaro Rugby ha avviato una trattativa per firmare Sergio Parisse. Ho letto semplicemente che si pensa ancora alla polisportiva, e mi è sembrata – anzi ne sono convinto – l'ennesima mistificazione. Che ormai è chiara anche ai politici che si erano lanciati in voli pindarici, organizzando addirittura incontri con le quattro realtà.
Francesca Babbi (Volley Pesaro), foto Ioele
Ricorderete: se ne era parlato nella primavera-estate del 2014, insomma, prima e dopo la campagna elettorale che aveva visto importanti sportivi a sostegno delle liste di Matteo Ricci, eletto con una valanga di voti nuovo sindaco di Pesaro.
Allora, grande entusiasmo, tanto le parole non costano e si fa sempre in tempo a dimenticarle, a cancellarle. Del resto, l'arte della politica, soprattutto ai giorni nostri, è dire, annunciare, parlare per giorni e poi fare... finta di niente...
Mi sono permesso di scriverlo, allora, lo ribadisco oggi: in una città di centomila abitanti non si può creare una polisportiva se non a fini sociali.

Una polisportiva locale può avere solo scopi sociali

Sì, per promuovere lo sport e dare ai giovani l'opportunità di praticare discipline diverse. Il tutto grazie a un impegno volontario di decine e decine di dirigenti, che poi – ribadiamolo – sono la vera forza dello sport italiano, dimenticati da sempre da chi ci governa. Una base di volontari, sostenuti (anche) dal contributo economico delle famiglie per consentire a bambini e bambine, ragazze e ragazzi di praticare lo sport senza, almeno inizialmente, obiettivi agonistici.
Perché quando si entra in questo tema, arrivano i problemi. L'agonismo, se si punta a partecipare a campionati nazionali, che siano di alto livello o di serie inferiori, significa intanto strutture adeguate, composte non più da semplici volontari, ma anche da esperti professionisti. E significa formare squadre che prevedano l'ingaggio anche di tecnici e atleti non locali. E quindi appartamenti in cui ospitare chi arriva da fuori. E trasferte, quasi sempre in pullman, talvolta in treno e pure in aereo. E spese mediche preventive e riabilitative.
Si può comprendere che i costi lievitino.
Ora, ancor più in un periodo di vacche magre, dove le istituzioni al massimo concedono – giustamente, aggiungo, perché dovrebbero occuparsi soprattutto dello sviluppo dello sport di base, quello che consente poi di fare risparmi notevoli nei costi per la salute – solo servizi gratuiti, come l'uso di impianti sportivi di proprietà degli enti locali, e nel migliore dei casi esercitano un'opera di persuasione morale nei confronti degli operatori economici perché intervengano a favore delle società sportive, appare evidente che ognuna di queste società cercherà di trarre il massimo per le proprie esigenze.
Ario Costa, president della Vuelle (Foto Danilo Billi)
Ce lo vedete voi l'incaricato della Victoria Libertas che gira l'Italia per trovare aiuti economici e la sera, quando torna a Pesaro, si siede a tavola con le altre realtà e divide quanto appena “conquistato”?
Io no. Alzi la mano chi crede il contrario.
Farebbero lo stesso, anzi non lo farebbero, dirigenti delle altre realtà.

L'esempio FC Barcelona è una forzatura: lì è il calcio che sostiene le altre attività. Vi sembra possibile in Italia?

In Italia, quando si parla di polisportiva si cita il caso del FC Barcelona, che ha la squadra di calcio, ma anche – a livello professionistico - di basket, calcio a 5, pallamano e hockey a rotelle, mentre in ambito dilettantistico schiera squadre di atletica leggera, hockey su ghiaccio, hockey su prato, rugby, pattinaggio artistico, pallavolo, basket femminile e basket in carrozzina.
Sono socio – tessera anno 2015 numero 117842 – del F.C. Barcelona e come altri soci ho contestato – inutilmente - la decisione della precedente giunta di chiudere l'attività della squadra di baseball.
Il FC Barcelona è più di una società sportiva, “Mes que un club” è scritto in una tribuna del Camp Nou. Intanto perché è la massima espressione della catalanità, in un Paese – la Catalogna – in cui soffia forte il vento dell'indipendentismo. Poi perché vanta circa 150.000 soci, che hanno pagato – come chi scrive – 177 euro per avere la tessera 2015, che non è un abbonamento e non dà diritto a vedere le partite, ma solo ad avere uno sconto sui biglietti e su altre iniziative. Attenzione: al contrario di quanto scrivono molti giornalisti italiani – decisamente disinformati – i soci non sono azionisti, la tessera non equivale a un'azione: semplicemente, un socio, un voto. Perché sono i soci che eleggono il presidente e quindi la giunta direttiva e partecipano alle scelte fondamentali della società, come quella di realizzare o meno un nuovo stadio.
I soci del Barça, residenti in tutto il mondo, come confermato dal recente censimento (2013), portano ogni anno nelle casse della società polisportiva circa 25 milioni di euro, perché i minori non versano 177 euro. Facile capire che con questa cifra si paga sì e no l'ingaggio di Messi.
Le entrate sono sponsorizzazioni, soprattutto diritti televisivi e incassi. Con questi ricavi vengono finanziate le altre discipline, che a loro volta possono avere sponsor “personali”. Ad esempio, la squadra di basket non ha come sponsor la Quatar Airways, ma la Lassa, azienda che produce pneumatici. E per avere un bilancio che consenta di ingaggiare giocatori di valore, è fondamentale il contributo della casa madre, la squadra di calcio.
Domanda: secondo voi è possibile in una realtà italiana? Di più: pesarese?
Ci aveva provato, in passato, la Fiat a Torino, sostenendo l'atletica e – attraverso altre aziende – la pallavolo, ma anche altre discipline dilettantistiche. Altrettanto Fininvest, ovvero Berlusconi, che al Milan aveva aggiunto pallavolo, hockey su ghiaccio e rugby. Ma nell'ottica berlusconiana lo sport non rendeva e la polisportiva Mediolanum chiuse presto.

L'unica possibilità - oltre al comune sponsor tecnico per scelta aziendale - è dare vita a servizi utili a tutte le realtà

Esempi che dovrebbero indurre chi scrive e chi parla a sproposito a meditare le parole. Anche se viviamo in tempi di Pifferai Magici, al massimo è consentito condividere sponsor tecnici (e non credo sia una scelta delle quattro società, ma dell'azienda) e magari anche servizi comuni, dalle biglietterie ai trasporti e altro ancora che in questo momento non ho in mente. Niente di più.
Per creare una polisportiva non servirebbero neppure 10.000 soci che versassero 100 euro a testa, con benefici tipo quelli del Barcelona, per un incasso di 1 milione di euro da dividere fra le quattro realtà. Ricordo che qualche anno fa, quando Scavolini lasciò la sponsorizzazione e la proprietà della Vuelle, promossi una raccolta di fondi per aiutare i nuovi dirigenti: raccogliemmo meno di 10.000 euro...

In conclusione, un applauso alla Erreà e a Prodi Sport, che rendono possibile un momento di condivisione, giovedì sera, con la presentazione delle quattro squadre che rappresentano Pesaro nel basket, nel calcio, nel rugby e nella pallavolo, ma per carità lasciate perdere il discorso polisportiva. E' una perdita di tempo, un parlare da sprovveduti, da Pifferai Magici, da venditori di fumo.

venerdì 20 marzo 2015

L'EMANCIPAZIONE FEMMINILE ATTRAVERSO I GIOCHI OLIMPICI. MOSTRA E CONVEGNO DEL PANATHLON

Ondina Valla, primo oro femminile italiano, a Berlino 1936 (dall'archivio Fidal)

@LucianoMurgia
L'emancipazione femminile attraverso i giochi olimpici. E' il titolo di un tema molto intrigante, anche quasi tre millenni dopo le prime Olimpiadi. E' soprattutto il titolo della mostra proposta dal Panathlon International Club di Pesaro e dal Distretto Italia.
Una mostra che trova il suo giusto spazio nella Sala Laurana del Palazzo Ducale, in Piazza del Popolo, cuore della città.
Alle ore 18 di oggi, venerdì 20 marzo, l'inaugurazione. Sabato, alle ore 17,30, il convegno “Il femminile nello sport”, con relazioni di Gigliola Gori, vice presidente Ishpes (International Society for the History of Physical Education and Sport), su “La donna nella storia dello sport”; Lucia Morico, judoka, medaglia di bronzo ai Giochi di Atene 2004: “La mia vita con lo sport”; Barbara Rossi, pedagogista, pallavolista, presidente del Volley Pesaro che guida imbattuto il campionato di serie B1: “Sport come strumento di crescita”.
E' annunciata la presenza di Luigi Pizzi, prefetto di Pesaro e Urbino; Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, Giorgio Dainese, governatore Area 5 del Panathlon Club Pesaro; Alberto Paccapelo, presidente del Panathlon Club Pesaro; Fabio Sturani, presidente Coni Marche. Coordina Alberto Iaccarino.
Intanto, è da applaudire subito la scelta del Panathlon di fare parlare del tema a tre donne. Troppe volte abbiamo dovuto seguire convegni con relatori decisamente lontani dai temi trattati.
Il tema della mostra – che resterà aperta fino al 25  – è strettamente attuale, in linea con i tempi che stiamo vivendo, dove il fanatismo religioso sta facendo scempio, come già in passato, dei diritti dell'individuo.
Di recente, proprio la società presieduta da Barbara Rossi ha preso una decisa posizione a favore di Ghoncheh Ghavami, la giovane anglo-iraniana esclusa perché chiedeva di assistere alla partita di pallavolo maschile tra Iran e Italia, in programma a Teheran.
Sono trascorsi quasi tre millenni e ancora oggi le donne vengono escluse da manifestazioni sportive. Allora in Grecia, dove gli uomini gareggiavano nudi; oggi nei paesi governati da fanatici religiosi.
Attenzione, però, il fanatismo non è a senso unico. Sembrerà stupido, magari è solo scaramantico, ma ancora oggi atleti e atlete fanno il segno della croce prima di una gara, di un calcio di rigore. Non per chiedere la salute, la protezione durante una prova rischiosa, ma per vincere, per fare gol.
Ecco, allora, l'importanza offerta dalla presenza femminile ai giochi olimpici, da una storia che ha regalato in passato e continua a regalare oggi straordinari esempi, non solo successi.


venerdì 6 febbraio 2015

CAMPANARA, UNA ZONA DIMENTICATA DALLE ISTITUZIONI. EPPURE OSPITA VOLLEY E CALCIO A 5

Campanara, un'area dimenticata dalle istituzioni

@LucianoMurgia
PESARO – Venerdì sera. Piove, anzi diluvia. Campanara sarebbe sede perfetta per una prova del Camel Trophy. Pozzanghere, buio, più zona da agguati che riservata alle manifestazioni sportive.
Il Comune si preoccupa di rifare la copertura dell'Adriatic Arena, monumento allo spreco di denaro pubblico, trionfo delle voglie di politici di piccolo cabotaggio di passare alla storia come i faraoni. Ma ignora – il Comune – che ci sono altri centri delegati alla pratica sportiva, strutture che ospitano squadre che onorano lo sport pesarese, ma sono ricambiati con – quanto meno – pigra disattenzione. Quasi che se non ci fossero, ci sarebbe qualche seccatura in meno.
Non che l'Adriatic Arena debba essere abbandonata a se stessa, per carità. Allo spreco iniziale, al peccato originale di un impianto che ancora oggi risulta difficile quantificare, se ne aggiungerebbe altro.
Però, costa così tanto occuparsi – almeno occuparsi, o è troppo? - anche di Campanara e  dintorni, del piccolo palazzo dello sport sbandierato come l'ennesimo gioiello di una città che adora lo sport? Non è vero, anche se ci si riempie la bocca con una dichiarazione che non trova riscontro nella realtà dei fatti.
Oggi il calcio a 5 è in serie A2 e la pallavolo in serie B, ma la situazione è la stessa di quando la Robur giocava in Champions League: totale mancanza di attenzioni sulle condizioni dell'area in cui è stato ricavato il PalaCampanara.
Domanda: costa così tanto eliminare le buche, sistemare l'asfalto, illuminare la zona?
O nel cuore e nella mente degli amministratori esiste solo l'Adriatic Arena?

giovedì 29 gennaio 2015

LORENZO SCATIGNA, L'AMERICA E' LA SUA CASA

@LucianoMurgia
Presentando appuntidisport.blogspot.it vi avevo anticipato che si sarebbe occupato di tanti sport, con attenzione particolare alle discipline a stelle e strisce.  E' possibile grazie a Lorenzo Scatigna, che divide con me il piacere di raccontare personaggi, storie, avvenimenti, di ieri e di oggi.

Lorenzo Scatigna,@lolloscat
Per 10 anni spalla tecnica per TVRS e Tv Centro Marche delle partite della VL Scavolini Basket Pesaro, o per dirla come piace più a me: "color commentator", dato che dei miei 8 anni come allenatore del settore giovanile della Vuelle stessa ormai nessuno, neanche il sottoscritto, ricordi quasi nulla. Passato da scout/recruiter per procuratori d'oltreoceano a collaboratore per alcune testate e siti web specializzati in materia baskettara quali: Dieci, TriplaDoppia.com, Gazzetta.it e Rivista Ufficiale NBA grazie alla quale ho potuto conoscere il mondo NBA dall'interno,"coprendo" 2 NBA ALL Star Game (Los Angeles '11 e Houston '13) e 5 NBA Finals (Los Angeles '09, Miami'11,'12,'13,'14). In perenne procinto di trasferirmi definitivamente a Miami Beach, dove tra una cosa e l'altra, copro ancora qualche partita degli Heat per Gazzetta.it.
Haywoode Workman
Lorenzo con l'ex Scavolini Workman, oggi arbitro Nba


Durante il mio incarico come responsabile dell'area "consumi sportivi" della Scuola Superiore del Loisir e degli Eventi di Comunicazione (istituto di ricerca e consulenza nell'area dei consumi vocazionali e dei "nuovi turismi") nel 2006 ho pubblicato una guida per sportivi extraordinari dal titolo: "Next Games", in quanto ritengo - tuttora - lo sport un settore che da diversi anni sta attraversando un processo di trasformazione continua (dalle pratiche, ai modelli di fruizione fino ai canali di diffusione) ingiustamente trascurato da chi per altri versi si occupa di innovazione e creatività.
Ah dimenticavo...tifo Milan e Los Angeles Lakers (Kobe), preferisco il Real al Barca, non disdegno i 49ers ma neanche Tom Brady, apprezzo gli Yankees ed odiavo i Big Three dei Miami Heat. Ma soprattutto adoro la Vuelle Pesaro.

mercoledì 21 gennaio 2015

BENVENUTI IN APPUNTI DI SPORT


Questo blog è dedicato allo sport, una delle cose più belle della vita che regala momenti felici, alle gesta degli atleti, alle loro fatiche, ai sacrifici per raggiungere la meta.
Mai dimenticando che dentro una maglia batte un cuore, c'è una persona, con i pregi e i difetti di ognuno di noi. Non un Santo, né un eroe, semplicemente una persona, magari da applaudire o criticare, ma da rispettare, sempre.
Appunti di Sport informerà principalmente sulle squadre della provincia di Pesaro e Urbino, ma non mancherà di dare uno sguardo a quanto accade nel mondo.
E avrà attenzioni particolari per una straordinaria realtà, il Volley Pesaro, simbolo di uno sport migliore, prima ancora che capolista imbattuta del campionato di pallavolo femminile di serie B1.
Proverà a raccontare anche lo sport di base,  quello degli amatori. Se volete, narratemi le vostre storie, quelle che non appaiono mai sui giornali. luciano.mrg@gmail.com

Luciano Murgia

Giornalista sportivo

Ho raccontato il baseball (Scavolini, in serie A) e il football americano (i fantastici Angels protagonisti a due Super Bowl). E il basket: in più di trent'anni radiocronista (Stereo Pesaro Radio Città), telecronista (Antenna 3, Galassia Tv e Tvrs), e inviato di quotidiani al seguito della Victoria Libertas Scavolini. Nonché il primo radiocronista della pallavolo pesarese, raccontando le gesta della Robur degli anni Ottanta. Ho descritto in diretta le gesta dell'Athletic Club che, sponsorizzato Scavolini, ha disputato – nei primi anni 80 – il Campionato Italiano di tennis a squadre con Adriano e Claudio Panatta e Marko Ostoja. Negli ultimi anni ho sofferto e gioito con il Volley Pesaro dalle pagine di www.pu24.it.


Ho scritto due libri: in prima persona “Dietro i canestri"; con Alex Schwazer, “Quelli che camminano”. Sì, proprio con Alex, oggi vituperato quanto osannato ieri, che mi ha procurato un grande dolore, dopo avermi regalato tante gioie, compresa quella di conoscerlo e frequentarlo. Amo tutti gli sport, con  predilezione per l'atletica leggera e le discipline di fatica (maratona e marcia, ciclismo). Mi piace camminare (12-15 chilometri al giorno) e pedalare in mountain bike. Sono socio del F.C. Barcelona, tifo Dallas Cowboys, New York Yankees, Philadelphia 76ers e – ovviamente - Victoria Libertas e Volley Pesaro.