martedì 3 marzo 2015

VOLLEY PESARO, LA RIMONTA E' NATA A VILLA FASTIGGI, A CASA DI GAIA, ISA E MARTINA

@LucianoMurgia
Tutte per una, una per tutte. La vittoria numero 17 è nata (anche) in un appartamento di Villa Fastiggi. Gaia, Isabella e Martina vivono insieme, nella casa messa a loro disposizione dal Volley Pesaro. A fare loro compagnia, Pina, la dolce gattina di Isabella Di Iulio. L'ultimo fine settimana ha visto mobilitate Gaia Concetti, opposta, e Martina Bordignon, schiacciatrice. Entrambe si sono prese cura di Isabella, che, colpita da un malaugurato virus, stava decisamente male.
"Siamo tre compagne di squadra molto unite – racconta Martina Bordignon -. Io e Gaia l'abbiamo assistita come fosse una figlia. Isa ha un bel carattere e non si è abbattuta malgrado il mal di pancia. Sono davvero contenta per lei, che quando è entrata ha aiutato la squadra a conquistare la vittoria...”.
Isabella Di Iulio contro Orvieto
Dopo la sofferenza, la gioia: addirittura con l'ultimo punto messo a segno dalla palleggiatrice abruzzese, che racconta così l'azione conclusiva.
"Lo confesso: lo cercavo da un po'. E' arrivato nell'occasione migliore, nell'ultimo attacco...”.
Isabella ha idee molto chiare su come è nata la rimonta che ha lanciato il Volley Pesaro verso il successo...
"Magari può sembrare che sia stata la vittoria di un individuo, in realtà appartiene a tutto il gruppo. E' stata la squadra a dare una svolta a se stessa, quindi alla partita”.
Contro una Zambelli Orvieto che, presa magistralmente per mano da Fiamma Mazzini, stava disputando una grande gara, la vostra reazione è degna di una grandissima squadra.
Battistelli e Bordignon esultano, Pesaro è in rimonta
"Ci siamo ritrovate. La nostra è la vittoria del gruppo, del sacrificio... a iniziare dalle panchina. Martina Bordignon è entrata e si è fatta trovare prontissima. Marika Battistelli non ha fallito un colpo, e non faceva battute scontate; i suoi erano servizi mirati, insidiosi. E ha aggiunto una bella presenza in difesa. Brave loro a vincere i primi due set, anche se noi eravamo assenti. Non ci parlavamo in campo e la mancanza di comunicazione è sintomo di un gruppo che - in quel momento - non era squadra”.
Complimenti...
"Grazie, ma adesso non vedo l'ora di andare a letto, a farmi scaldare dalla mia Pina”.
Ovviamente, tanti complimenti, per l'assistenza alla compagna e per il contributo offerto, a Martina Bordignon.
"L'inizio eravamo molto tese – commenta la ragazza di Varese -. E' stata una settimana complicata, causa l'influenza che ha colpito alcune mie compagne (già, non solo Di Iulio, anche Babbi e Bellucci; ndr). Un avvio così difficile era quasi normale. Fortunatamente, sullo 0-2, ci siamo riprese, ritornando in campo con la carica giusta. Per quanto mi riguarda, sono sincera: Orvieto non mi sta particolarmente simpatica e volevo vincere a tutti i costi. Forse questa è stata la carica giusta per fare bene. Sono molto soddisfatta”.
La carica di Martina fondamentale nella reazione pesarese
Tredici punti, soprattutto una bella spinta al gruppo, in evidente difficoltà, dopo un primo set inguardabile sotto ogni punto di vista.
"Non siamo entrate in campo... Eppure, malgrado le difficoltà fisiche che avevano accompagnato la settimana, ci eravamo allenate bene. Forse eravamo più tese del solito, visto il valore dell'avversaria...”.
E alla fine sono entrati in cassaforte due punti preziosi, anche alla luce della sconfitta patita sabato da Perugia. Nella domenica più difficile della stagione, avete addirittura incrementato il vantaggio sulla seconda.
"Merito della nostra bravura che ci ha portato a recuperare e a conquistare due punti molto importanti”.
E' arrivata la vittoria numero 17...
"Siamo molto contente, speriamo di non fermarci”.
Sentite la pressione di questa striscia positiva?
"Un poco, ma andiamo avanti per la nostra strada sapendo che siamo una grande squadra e se giochiamo come sappiamo non ce ne è per nessuno...”.
Come direbbe il saggio, è peggio perderne 17...
"Esatto!”.
Martina, vuole spendere qualche parola per Ilaria Battistoni, uscita nel momento più difficile, con la squadra sotto, ma non per sua colpa?

"Assolutamente. Ilaria non aveva alcuna colpa. La pallavolo è uno sport di gruppo: se la squadra non gira, non basta la reazione di un singolo. La squadra non andava in alcun fondamentale, a iniziare dalla ricezione. L'alzata era il meno. Per come ricevevamo, era difficile fare meglio. Ilaria merita il nostro riconoscimento per il lavoro che fa sempre per la squadra”.

Tutte le foto sono di Danilo Billi, che ringraziamo

lunedì 2 marzo 2015

VOLLEY PESARO, 48 ORE NELLA CAPITALE: DOMENICA A OSTIA, MARTEDI' A CASAL DE' PAZZI

@LucianoMurgia
Abbiamo proposto, già sabato sera, i risultati delle cinque partite disputate valide per la quarta giornata di ritorno.
In alcuni casi, grazie alla fondamentale collaborazione di Stefano Volpi, il Signore delle Statistiche della Gecom Security Perugia, sempre puntuale, nella vittorie e nelle sconfitte, e di Gabriele Tortorici, che cura analogo servizio per il Volleyrò Casal de' Pazzi, abbiamo offerto ai nostri lettori i dati statistici di partite appena concluse.
Oggi siamo in grado di pubblicare almeno i tabellini delle altre sfide, riepilogando il quadro della giornata:
CS San Michele Firenze – Gecom Security Perugia 3-1
(statistiche pubblicate nell'articolo di sabato 28 con il titolo: Firenze blocca...)
Lucky Wind Trevi – Volleyrò Casal de' Pazzi 0-3
(anche queste statistiche nell'articolo su Firenze-Perugia).
Fortitudo Città di Rieti – Evoluzione Ostia 1-3
Rieti: D'Agostino 4, Casoli 12, Padua 12, Iosco 10, Lunardi 10, De Santis 7, Brignole, Pentuzzi, Buccioli, Di Virgilio, Galeotti, Cipriani (). All. Broccoletti.
Ostia: Rossi 17, Momoli 14, Rrena 14, Angelelli 4, Giometti 7, Sorrentino 6, Patti 1, Lamarte (L), Ricci, Visintini, Caracci, Izworska, Di Romano. All. Grechi.
Ostia, una vera Evoluzione grazie all'ingaggio di Giulia Momoli, campionessa di beach-volley
Per la tirreniche, prossime avversarie del Volley Pesaro, domenica 8 marzo, quella colta a Rieti è la quarta vittoria consecutiva, la seconda in altrettante trasferte nel girone di ritorno. Quattro successi (due al 5° set, con Trevi e a Todi), che hanno portato 10 punti in più e ribaltato la coda della classifica, perché Ostia è passata dal 14° e ultimo posto, all'11°, che al momento significherebbe salvezza.
Immagine dell'andata: Rrena schiaccia, Salvia mura
Pensate che alla fine del girone d'andata l'Evoluzione era ultima con 6 punti, in virtù di due vittorie (una da 3 punti, una da 2) e una sconfitta al tie-break.
Un'inversione di tendenza, anzi – facendo onore al proprio nome – una vera... evoluzione coincisa con l'ingaggio di Giulia Momoli, campionessa di beach-volley in coppia con Lucia Bacchi, che domenica ha vinto, a Rimini, la Coppa Italia di serie A2, realizzando 15 punti.
Insomma, il Volley Pesaro non fa in tempo a gioire per l'esaltante rimonta con Orvieto che deve pensare subito (ripresa degli allenamenti martedì, alle ore 15,30 con i pesi, a seguire lavoro tecnico a Campanara) alla trasferta in riva al Tirreno, a una partita che s'annuncia difficile.
Babbi  15 punti  lo scorso 16 novembre, ma Ostia è  migliorata
Sarà un fine-inizio settimana molto intenso per la squadra allenata da Matteo Bertini.
Domenica, alle ore 8, partenza in pullman alla volta di Ostia, dove scenderà in campo alle ore 17,45.
Quindi due giorni nel centro balneare, ad attendere la partita del martedì, ospite del Volleyrò Casal de' Pazzi, obbligato ad anticipare al 10 marzo perché il 21, quando era in programma la ventesima giornata, molte delle ragazzine che disputano il campionato di B1 saranno impegnate con la Nazionale giovanile.
Tornate a casa nella notte di martedì, Salvia e compagne avranno libero il mercoledì, ma saranno di nuovo in palestra giovedì pomeriggio per preparare la gara casalinga con Perugia, domenica 15 marzo, alle ore 17, PalaCampanara.
Mercoledì 18, al PalaCampanara, amichevole con la Robur Tiboni Urbino
Insomma, tre partite in otto giorni, ma la successiva settimana sarà più leggera. Dopo la sfida al vertice con la Gecom Security, lunedì libero, ripresa dei lavori martedì pomeriggio, mercoledì amichevole con Urbino (PalaCampanara, ore 17,30), singolo allenamento giovedì, doppio venerdì, quindi fine settimana in libertà.
Perugia in ansia per Mancuso e Puchaczewski
A proposito di Perugia, la Gecom Security informa che “saranno valutate nei prossimi giorni le condizioni della schiacciatrice Natascia Mancuso, che a Firenze ha risentito di un problema muscolare alla coscia destra, e dell'opposta Jessica Puchaczewski, che ha accusato un dolore al tallone sinistro; entrambe rimaste stoicamente in campo fino alla fine”. I nostri applausi alle due giocatrici e auguri di prontissima guarigione.
Proseguiamo la pubblicazione dei tabellini
Todi - Pagliare 3-0
Todi: Sabbatini 19, Grazietti 16, Devetag 11, Spicocchi 8, Antignano 5, Gatto 3, Mastrilli (L). Non entrate Hromis, Testasecca, Brizi, Ribelli, Tomatelli, Cerquetelli. All. Ricci.
Pagliare: Pepe 12, Taddei 10, Agostini 7, Orazi 7, Di Marino 2, Capriotti 6, Ventura (L), Canella 1, Traini, Patrassi. Non entrate Ciccanti, Di Bonaventura, Roncarolo. All. Chiovini.
San Giustino – Capannori 3-0
San Giustino: Francia 20, Ihnatsiuk 10, Barneschi 8, Mautino 6, Marcacci 6, Ceppitelli 3, Rocchi (L), Kus, Fabbri (L). Non entrate: Izzi, Tosti, Bartolini, Di Crescenzo. All. Brighigna.
Capannori: De Cicco 5, Puccini 4, Renieri 3, Mutti 3, Dovichi 3, Sostegni 1, Venturi (L), Maltagliati 8, Sartelli. Non entrate: Chiericone, Rondini, Magnelli, Miccoli. All. Becheroni.
Proger Volley Friends Roma- Idea Volley Bologna 2-3
Roma: Frasca F. 16, Le Foche 1, Fornari, Krasteva (L), Ascensao S.M. 14, Frasca M., Muzi 3, Latini (L), D’Angelo 17, Pavone, Giglio 11, Cianetti, Ascensao S.R. 16, ne Ferrari. All. Camiolo
Bologna: Dall’Olio 2, Severi (L), Russo 13, Rubini 16, Gentili 14, Leonardi 8, Bertolotto 3, Grizzo 15, Quattrini 1. Non entrate Novi, Mazzini, Alikhani. All. Zaccherini.
Uno sguardo anche agli altri gironi: nel girone A, seconda battuta d'arresto per l'Eurospin Ford Sara Pinerolo, caduta in casa con l'Igor Volley Trecate Novara (2-3), mentre le cugine della Lilliput Torino superavano (3-1) il Progetto Orago. Così c'è stato il sorpasso al vertice: ora guida la Lilliput, con 45 punti, mentre la squadra dell'ex pesarese Eva Trinci è seconda (44).
Nel B, guida sempre l'Emilbronzo 2000, che ha vinto facilmente (3-0) con Jesolo e ha 42 punti, 3 più di Cerea (Verona) vittoriosa con la Liu Jo Modena.
Nel D, allungo dell'Omia Volley Cisterna (Latina), che ha sconfitto (3-1) la Cedat San Vito (Brindisi) e ha 39 punti, 6 in più di Palmi, caduta inopinatamente in casa (2-3) con Terracina.
Il Volley Pesaro ha 9 punti di vantaggio sulla possibile avversaria nei playoff per la promozione in A2.


MATTEO BERTINI: "ERA UNA SERATA DIFFICILISSIMA, E' DIVENTATA UNA GRANDE GIORNATA"

@LucianoMurgia
(tutte le fotografie sono di Danilo Billi, che ringraziamo)
Lo abbiamo scritto ieri: la vittoria del Volley Pesaro, protagonista di una straordinaria rimonta, partendo dallo 0 a 2 e dai soli 23 punti segnati, contro i 50 di Orvieto, appartiene a tutto il gruppo. Sbaglia chi attribuisce tutte le colpe della difficoltà iniziali alla regia di Ilaria Battistoni e tutti i meriti della rimonta alle mani – pure fatate, come ha dimostrato il punto finale – di Isabella Di Iulio. Ci conforta l'opinione di Matteo Bertini, allenatore della capolista, al quale abbiamo detto – a inizio conferenza stampa - che se Isabella Di Iulio, colpita da virus influenzale, aveva perso qualche chilogrammo, la squadra stava gettando via un paio di mesi di lavoro.
La carica di Matteo Bertini
"Non è stato un problema di palleggiatrice, ma di atteggiamento generale della squadra. Magari Ilaria ha sentito la pressione; ha 18 anni ed era alla prima partita da titolare, quindi le manca l'esperienza. Ma in allenamento ha fatto sempre bene, anche se stasera (domenica; ndr) ha giocato meno bene rispetto a quello che propone in settimana. A mio parere, però, davanti aveva la squadra più forte del girone, con noi. Quando gioca bene, Orvieto è fortissima...”.
Entra Isabella, esce Ilaria
Non solo l'entrata in campo di Isabella Di Iulio, quindi.
"E' cambiato l'atteggiamento, in tutti i fondamentali: in battuta, in difesa. E' cambiato anche il modo di muoversi in campo, perché le ragazze sono diventate più aggressive. Avere isabella in campo ci ha tranquillizzati in attacco ed è emerso tutto ilo valore della nostra squadra. E a mio parere abbiamo vinto meritatamente”.
Lei ha giustamente sottolineato i meriti della Zambelli, che nel primo set ha attaccato con il 67 per cento, guidata da una superba Mazzini.
"Diciamo che qualcosa l'abbiamo fatta male noi, perché molte scelte non erano quelle preparate. Orvieto ha ricevuto bene, ma noi non mettevamo pressione in battuta e Mazzini, con palla in mano, può sbizzarrirsi nel servire le attaccanti a sua disposizione. Eppure anche loro venivano da un periodo difficile dal punto di vista fisico. Di fronte a una squadra in serata, mi è piaciuta molto la nostra reazione, anche se sono dispiaciuto per Ilaria perché la reazione è arrivata quando lei è uscita. Le ho detto che queste partite ci aiutano a crescere anche individualmente e per lei è stata comunque un'esperienza importante, anche perché giocare questa gara non era semplice”.
A fine partita lei ha abbracciato a lungo Valentina Bellucci: voleva consolarla per averla tolta dal campo dando spazio a Martina Bordignon, protagonista di una grande prestazione?
"Ho spiegato a Valentina che avevo bisogno di più attacco e Martina me lo garantisce. Ho provato a gestire la partita in questo modo, nel terzo set. Mi è andata bene, mentre a Firenze mi era andata male. Tra l'altro Bellucci è stata l'ultima banda che ho tolto. Prima ho cambiato Mezzasoma, utilizzando Gaia Concetti, poi Babbi, avvicendata con Bordignon. Infine ho tolto Valentina. Come si può notare, ho provato tutti i cambi. Per fortuna, l'ultimo ha dato i suoi frutti”.
La pozione magica di Gabriele Palucci a Isabella Di Iulio
Avete servito corto. Una scelta che ha fatto soffrire Orvieto. Molto brava, a tal proposito, Marika Battistelli. In precedenza, pure in un set poco positivo come il secondo, ci aveva provato, bene, anche Bellucci.
"Sì, ci siamo detti che, per togliere un po' di efficienza all'attacco delle loro centrali, che ci stavano facendo male, bisognava battere corto per limitare la rincorsa d'attacco, facilitando il nostro muro. E' stata una buona scelta, per merito delle ragazze, brave nell'applicarla. Quando batti corto, se non hai la giusta misura, offri alla ricezione avversaria una palla molto facile. Invece, abbiamo messo in difficoltà il loro sistema di cambio palla”.
La storia del campionato racconta che Orvieto vi mette sempre con le spalle al muro: in casa conduceva 2 a 1, a Pesaro addirittura 2 a 0. Uscire con 2 punti in più in classifica depone una volta di più sulle qualità, anche morali, del Volley Pesaro.
"Assolutamente! Tra il secondo e il terzo set, ci siamo guardati in faccia, dicendoci che mancava il giusto atteggiamento, l'aggressività, la voglia di metterle in difficoltà, soprattutto di non perdere la pazienza sul muro-difesa, come era accaduto nei primi due parziali in cui avevamo faticato in attacco. Fatte le scelte giuste, la partita è cambiata. Sì, dopo i primi due set, questi due punti sono oro. Ancor più preziosi vista la classifica e il modo di giocare di Orvieto. Due punti fondamentali dopo la sconfitta patita sabato da Perugia. Ora il nostro vantaggio è di 8 lunghezze. Era una serata difficilissima, si è conclusa benissimo. Possiamo considerare questa domenica una grande giornata”.

Anche se era la vittoria numero i 17, i Balusch, per niente superstiziosi, avevano preparato la Coppa...

I Balusch festeggiano con la Coppa numero 17







C'ERA UNA VOLTA LA COPPA ITALIA DI BASKET... CHE DIFFERENZA CON LA COPA DEL REY


di LORENZO SCATIGNA
C’era una volta la Coppa Italia, o meglio le Final Four prima e ormai da quasi 2 lustri, le Final Eight di Coppa Italia. Era l’appuntamento-vetrina di metà stagione del nostro massimo campionato, se non il più bello di sicuro quello col più alto tasso tecnico. Sarebbero dovute diventare il fiore all’occhiello della nostra LegaBasket, oggi purtroppo sono lo specchio fedele di quel poco che resta di questa istituzione e del suo campionato: ignorato dalla carta stampata, disertato dagli appassionati, gestito da veri e propri dilettanti allo sbaraglio capaci soltanto, oltre a difendere il loro personale orticello, di mettere in imbarazzo data la pochezza dei contenuti perfino il massimo dirigente, Mangiacotti, della marca di elettrodomestici, Beko, che sponsorizza tutto il basket di vertice in Italia.   E non sto parlando dei contenuti tecnici, ormai un dato di fatto per un campionato alla canna del gas, se si esclude Milano. Meno male che ha vinto Sassari, dimostrando che in partita secca non sempre primeggiano i più forti ma i migliori in quel momento).  Ho aspettato ben sette giorni prima di scriverne, volevo leggere i soliti trionfalismi degli organizzatori, per poi poter immedesimarmi nella solita "questura", con dati di partecipazione ampiamente e decisamente ridimensionati. Ma devo dire che stranamente, o forse perché negare l'evidenza per questa edizione era francamente impossibile, non ho letto né di pavoneggiamenti sulle proprie brave né di successo della manifestazione. Probabilmente sarà stato Mangiacotti stesso (uomo di numeri e di fatturati, in poche parole uno abituato  a pagarla in prima persona se non produce certe cifre) ad impedire che venissero fatti trionfalissimi sui dati miseri di questa Coppa Italia. Peggio dell'edizione di quest'anno non si poteva proprio fare. E credetemi: non è colpa del difficile momento economico, la crisi è di idee e di uomini, inteso come dirigenti: il basket italiano sta producendo eccellenti llenatori (forse i migliori al mondo), ottimi giocatori, interessanti dirette televisive con implicazioni del social media, general manager sempre più preparati sui campionati esteri minori e capaci di riempire i nostri vetusti palasport, ma non è capace di produrre, o meglio di proporre, dirigenti vertice, sia federale che di Lega. Siamo alle solite insomma. Niente di nuovo.
Vediamo di fare ordine e cercare pur di iniziare da qualche parte. I due soggetti organizzatori di Coppa Italia di Pallacanestro sono la LegaBasket ed Rcs MediaGroup (primo gruppo editoriale italiana con CorSera e Gazzetta). La prima è quella che qualche anno addietro, sotto la presidenza-fantoccio di Valentino Renzi, presidente senza poteri (il vero presidente ombra era l'eminenza grigia Ferdinando Minucci, ora caduto in disgrazia per le note vicende giudiziarie), ma dallo stipendio consistente, diede in appalto l'organizzazione di tutti gli eventi della Lega ad Rcs con contratto pluriennale. Ora la Lega è governata da un presidente, Fernando Marino, che casualmente è anche presidente di Brindisi (come si chiama quella parola lì che in Italia negli ultimi 20 anni devo averla sentita altre volte? Ah, sì, conflitto di interessi), ormai silurato e sfiduciato già da qualche mese da tutti i presidenti (oh, ma una figura esterna, forte, capace e di grande prestigio come presidente, nooo?), che di importante anche lui ha solo lo stipendio (sic!) e rimpolpata da funzionari disfunzionali (come il responsabile della comunicazione (evito di fare nomi in questo caso), solerte signorsì per tutte le presidenze, ma personaggio più incomunicabile di  un film di Antonioni.
Una Lega che ha voluto la presentazione del campionato a casa RCS, nella sede di Gazzetta: più che una presentazione è stata una magnificazione dell’Olimpia Milano e una celebrazione del suo ultimo scudetto (poi per carità, non ci fossero i denari e gli spettatori di Milano in questo campionato staremmo tutti a casa la domenica). Per tutti gli altri un quarto d’ora complessivo è stato ritenuto sufficiente. Una Lega che così facendo si è inimicata tutto il resto della carta stampata, nodo gravoso, il cui disinteresse è preoccupante (tenete aperta questa icona perché poi ci ritorneremo).
Rcs dal canto suo, in questo periodo è tutta presa nel cercare nuovamente di mascherare lo scandalo degli ammanchi milionari che ha coinvolto i suoi massimi vertici dirigenziali di 2 anni or sono e con il lancio della nuovissima Gazzetta Tv, fiammante canale sportivo del digitale terrestre che ha visto la luce proprio questa settimana.  

Un tonfo inevitabile, un fallimento reso ancor più fragoroso in comparazione ai nostri vicini iberici, ovverosia dal successo della Copa del Rey, l’omologa manifestazione spagnola, con dati di ascolto clamorosi (10 volte i nostri!! Compara questo: http://www.sportando.com/it/italia/serie-a/153321/beko-final-8-per-sassari-milano-oltre-1percent-di-share.html con questo: http://www.sportando.com/it/europa/spagna/153324/finale-copa-del-rey-154percent-di-share-ascolto-medio-2375900-spettatori.html) ed un successo di pubblico straordinario.
Il grande impianto che ha ospitato la Copa del Rey (da Sportitalia)

Ora una premessa è doverosa: quest'anno la sede della Copa era Gran Canaria (col nuovissimo palasport inaugurato per i Mondiali 2014), splendida località turistico-balneare che oltre al clima favorevole anche a febbraio aveva una discreta squadra tra le 8 finaliste. E questo, sia ben chiaro, in Italia non è replicabile a nessuna latitudine. Ma il successo della Copa del Rey non è soltanto di quest'anno, ma da almeno 8 stagioni. Poi verissimo anche tutto il resto e cioè che quando hai una squadra nazionale seconda al mondo solo alle star Usa, con 6 spagnoli in Nba da protagonisti (Pau Gasol, Marc Gasol, Calderon, Ibaka, Rubio, Mirotic), 3 ex Nba, ora immense stelle europee, nella Liga per scelta propria, soprattutto di natura economica (la "Bomba" Navarro, Rudy Fernandez, Sergio Rodriguez, di salute (Raul Lopez) o di natura personale (l'ex prima scelta Fran Vazquez), una Liga che è diventata il campionato faro in Europa per organizzazione e tasso tecnico, è tutto infinitamente più facile. Inoltre bisogna tenere presente che le finali degli ultimi anni hanno sempre visto protagonista la sfida tra Barcelona e Real Madrid, due club che nel basket italiano, per  tradizione, importanza,  mezzi economici e numero di tifosi sparsi nel territorio nazionale, non esistono. Però anche in Spagna hanno problemi economici con squadre che scompaiono e con club che non riescono a fare fronte al pagamento degli emolumenti. Loro però hanno strumenti, ma soprattutto uomini, volontà e idee per superarli.
E dire che gli spagnoli, per realizzare un evento clamoroso come è oggi la loro Copa del Rey, sono venuti a vederci, a copiarci, circa dieci anni fa. Ma non venivano a Casalecchio o al PalaFiera di Forlì ad osservare le pur belle, coinvolgenti ed appassionanti Finali di Coppa Italia di basket di quell’epoca (sì anche quelle dato che promettevano bene) ma andavano a Forlì qualche settimana dopo a spiare le Finali di Coppa Italia della pallavolo maschile. Ebbene sì, perché pur se il volley maschile italiano ultimamente è finito abbastanza sotto traccia, continua ad essere molto più avanti in termini di organizzazione e strategia della pallacanestro italiana. Non serviva agli spagnoli andare a vedere un All Star Game della NBA con il suo NBA Jam (una fiera, festa, fan area, villaggio, chiamatela come volete, manifestazione di 4 giorni, a latere, che coinvolge tutto il mondo dell’NBA: la massima espressione del marketing sportivo ed intrattenimento legato alla pallacanestro professionistica americana); bastava copiare la festa del volley nei padiglioni fieristici accanto al PalaFiera di Forlì, vera motivo di intrattenimento e di aggregazione non solo per mini atleti ma per tutte le loro famiglie e chiunque avesse voluto avvicinarsi alla pallavolo.
Ma invece di denigrare solamente (cosa che mi riesce tra l'altro molto bene) vorrei essere costruttivo, proponendo durante l'analisi del fiasco di Desio alternative anche semplicemente seguendo i buoni esempi della Spagna e del volley italiano, cosa che i dirigenti del basket italiano non sono capaci.
Questo è il palasport di Desio, praticamente vuoto, durante una semifinale (da Rai Sport)

Scelta della location e data di comunicazione della stessa: in Italia è stata scelta Desio (sì, avete capito bene: Desio), località decentrata nella campagna brianzola, con carenza di strutture ricettive, un palasport scomodo, mal servito e difficile da raggiungere, fatiscente con metà delle tribune senza seggiolini, ma gradino di cemento (cioè gradinate) a discapito del colpo d'occhio televisivo, soprattutto nelle lime due giornate (deserto il venerdì anche nella partita delle ore 20,30 di Milano. Ma ci torniamo sopra, tranquilli . Scelta dovuta in gran parte al fatto che la struttura è stata concessa in forma gratuita. Al momento i decidere la sede, Novembre 2014 (cioè soltanto 3 mesi e mezzo di anticipo!!!), si sperava che Cantù
e Varese centrassero la qualificazione, garantendo  così grandi affluenze. Purtroppo non è andata così e meno male che Milano è arrivata alla domenica: avesse perso con Avellino (vinta di 2 punti) probabilmente staremmo a piangere qualche suicidio.
In Spagna hanno come abbiamo già premesso la fortuna di avere isole quasi balneabili anche in inverno che hanno appunto anche una squadra di basket di vertice o di avere squadra nobili nelle maggiori città spagnole e da dopo il Mondiale anche palasport meravigliosi, moderni e comodi ma la data e la sede della Copa la Lega spagnola si premura di comunicarla con 13 (dicasi TRE-DI-CI) mesi di anticipo per organizzare al meglio con le amministrazioni ed associazioni turistiche locali il miglior evento turistico sportivo d’Europa. Le strutture ricettive dell’isola avevano fatto registrare il tutto esaurito per la Copa già con 6 mesi di anticipo. Solo il 60% dei biglietti venduti erano stati acquistati da tifosi. Tutto il resto è stato acquistato da appassionati e da famiglie che han deciso di passare un fine settimana di vacanza seguendo il loro sport preferito giocato al massimo livello ed organizzato a regola d’arte. Eh sì, anche perché gli eventi e le manifestazioni collaterali all’evento principale sono numerosissime, i villaggi e le fan area per avvicinare ed intrattenere le persona alla pallacanestro sono appetitosi aree di visibilità per gli sponsor a livello nazionali: una vera vetrina, un evento di marketing sportivo con pochi eguali in Europa. La tematizzazione di una città, la città che diventa evento.
La lega ed RCS sono andati a Desio. Perché no Cosenza allora? Con tutto il rispetto per la città di Cosenza e i loro cittadini.
Branderizzazione (scusatemi il pessimo anglicismo ma tanto esemplificativo e di moda oggi) e scenografia dell’Arena: ecco la cosa che saltava più all’occhio se si faceva zapping tra Rai Sport, cioè la Coppa Italia e le immagini (comunque di bassa definizione) trasmesse da Sport Italia e cioè la Copa del Rey. A Desio si sono concentrate 4 partite nella prima giornata (venerdì): la prima alle 13.00, la seconda alle 15.00 (orari tra l’altro che non si addicono ad un atleta per le sue massime prestazioni in una partita a discapito, come si è evidenziato, dello spettacolo). Mentre in Spagna hanno optato per iniziare un giorno prima (il giovedì) con orari più consoni allo svolgimento di una partita di basket (19.00 e 21.00). Ad assistere alle prime due del venerdì (tra l’altro giocava Brindisi, una delle squadre con la maggiore tifoseria al seguito in trasferta in Italia e l’orario delle 13 per loro era il più penalizzante) c’erano a malapena i parenti dei giocatori, l’aspetto era quello delle amichevoli, col rumore delle scarpe sul parquet e le bestemmie degli allenatori. Ma la sera con Milano non è che sia andata granché meglio. Colpo d’occhio pessimo, tribune di cemento vuote, tubi innocenti e pochissima scenografia. Tra l’altro il PalaBanco Desio presentava degli antiestetici muri tondeggianti, spogli, di cemento, dietro ai canestri ai lati dei tunnel degli spogliatoi. Ecco, brandizzare il palas e coprire questi 4 muri con pvc rettangolari di sponsor, no? Le tendine verticali degli enormi ingressi (ai lati dei muri) marchiarli col logo della Lega come quelle ai tempi delle Finali al PalaFiera di Forlì, brutto? Inoltre bisognava assolutamente ricoprire la parte inferiore di tutte le orribili inferiate nere (tubi innocenti) che separavano i vari settori del palas con striscioni (o pvc) pubblicitari di sponsor o sempre col logo della Lega. E non mi si venga a dire che avrebbero impedito la visione agli spettatori delle prime file dei settori perché io la finale l’ho vista dalla prima fila della gradinata non numerata (che poi era uguale alla tribuna in cemento senza seggiolini) e la visione del campo riguardava la parte superiore delle inferiate.
Vogliamo parlare dell’impianto acustico? il PalaBanco non è dotato di impianto acustico permanente. Hanno allestito 2 casse giganti ai 2 lati del campo da basket opposto alle panchine (sul modello dell’Alexandreio Melathron, il leggendario palazzetto dell’Aris di Salonicco), con pessimi risultati: non si udivano le parole dello speaker, solo un gran frastuono. Roba da oratorio. Ed ancora, i 2 tabelloni elettronici non riportavano i nomi dei giocatori ma in compenso sono stati montati due schermi giganti (neanche troppo) al led in cima alle gradinate, ovviamente parzialmente offuscati dalle teste degli spettatori (per la finale Milano Sassari almeno un 4000 presenza si saranno registrate) ma soprattutto proiettanti le immagine della Rai (notoriamente parca di grafiche con nomi): quindi per un tifoso non proprio conoscitore di tutti i giocatori soprattutto quelli avversari, capire chi avesse realizzato o commesso fallo era un’impresa. Ma il colmo è stato questo: i due schermi erano totalmente senza audio e completamente dipendenti dalle immagine RAI, durante la presentazione delle squadre, non potendo proiettare i nomi o le facce dei protagonisti, mandavano in onda le immagini Rai che in quel momento li trasmettevano, indovinate cosa….., le interviste ai due allenatori. Ovviamente interviste mute. Pazzesco. Roba da non credere.
Ma la pochezza degli organizzatori e dei loro zelanti uomini marketing si desumeva anche dal fatto che di fianco ai 3/4 sponsor istituzionali principali sui led pubblicitari di bordo campo passavano annunci di 2 piccoli sponsor locali ed in una delle 2 lunette del parquet campeggiava la marca di un’altra azienda locale (seppure produttrice di campi da gioco). 
Le immagini che provenivano dalla Spagna ci facevano vedere un arena da quasi 10.000 posti tutti gremiti, un colpo d’occhio spettacolare, led pubblicitari (con sponsor importante, a livello internazionale) e luci ovunque, magnifiche coreografie ed una scenografia degna quasi di un evento NBA. Ma basta fare una comparazione anche veloce fra il sito internet della ACB (le Lega spagnola) e quello della LegaBasket per rendersi conto immediatamente degli anni luce di distanza che han messo tra noi e loro in così poco tempo.
Quindi come si può ben capire e tenendo a mente le premesse fatte prima, non c’è bisogno di cercare ogni anno un’arena sempre più piccola per non sfigurare, oppure scegliere una sede vicina al maggior numero di squadre papabili per una qualificazioni alle Finali per sperare di avere spettatori e di attirare interesse. Per fare sempre il pienone bisogna sapere organizzare un evento, saperlo corredare con manifestazioni, eventi, proporre argomenti e personaggi (ecco che riapriamo l’icona precedente sul preoccupante disinteresse dei giornali, che è fisiologico). Sentire in TV Daniel Hackett - lui sì che è un personaggio, l’unico tra l’altro che è in grado di esprimere la pallacanestro nostrana - augurarsi dopo la loro partita del venerdì che venga gente a vedere la Coppa fa davvero tristezza). Ed a quali orari poi? Si perché ovviamente fino al venerdì non vi era la certezza degli orari di gioco delle semifinali. Ahi, piove sul bagnato. Perché Rai Sport, dotata di ben 2 canali sportivi, non era riuscita a sistemare in palinsesto la diretta integrale (ma solo a partire dalle 18.50 quindi tutto il secondo tempo) della prima semifinale programmata originariamente per le ore 18.00 in nessuno dei due canali tematici. Quindi all’alba del sabato si è deciso di posticipare la prima semifinale alle 18.50 e di conseguenza anche alla seconda, senza il minimo rispetto per il tifoso che ha comprato il biglietto. Siamo sempre più alla frutta.
Chiudiamo con la formula, il vero insuccesso preannunciato di questa Coppa Italia. E qui vorrei seguire i buoni esempi, mutuando dalla vecchia formula delle Final Eight della pallavolo maschile (da qualche anno la pallavolo è tornata alle finali a quattro e l’ultima di Bologna ha registrato il pieno di spettatori, una manifestazione di enorme successo come già le precedenti nonostante come detto in precedenza l’eclissi parziale di questo sport dai radar mediatici. Ma ne avevate dubbi? Io no.). Volendo mantenere il criterio di qualificazione alle finali di Coppa Italia uguale e cioè le prime 8 della classifica al termine del girone d’andata, permettetemi di proporre questa formula:
quarti di finale (2 partite al martedì, 18.15 e 20.30) e due partite al mercoledì (stessi orari) in casa delle 4 migliori qualificate: il martedì si gioca nelle 2 sedi più lontane dalla sede designata per le Final4 del sabato e della domenica con tutto il tempo per le 4 finaliste poi di organizzarsi logisticamente per lo spostamento verso la sede finale (ricordo possibilmente in un impianto adeguato, moderno e magari il più accentrato possibile. Il mio personalissimo ordine sarebbe: Bologna, Forlì, Rimini, Pesaro, Roma, Firenze, Milano. Purtroppo tutti impianti non così ben serviti, comodi, facili da raggiungere o moderni, ma questo è quanto di meglio passa il convento. Ci dobbiamo accontentare per il momento). Così facendo si assicurano 4 pieni per i quarti di finale. Ovviamente incassi e diritti televisivi gestiti dalla Lega per poter anche rimborsare le spese di viaggio delle 4 squadre in trasferta. Magari è difficile avere biglietti per le tifoserie di quest’ultime ma le prime 4 della classifica devono comunque avere un vantaggio. Inoltre in questo modo si avrebbe anche un risparmio sull’affitto dell’impianto per la sede finale ammesso e non concesso che sia quello il vero problema economico alla base del tutto. Eh sì, anche perché un evento nel vero senso della parola, ha grandi costi certamente ma deve avere ricavi decisamente maggiori (per poterne coprire i costi) generati da persone capaci di poter creare valore aggiunto e ritorni economici attorno all’evento stesso.
Insomma, in Spagna è stata una festa del basket a tutto tondo, un trionfo televisivo e di pubblico, una promozione meravigliosa di questo sport, fuori e dentro l’arena, che ha pervaso e tematizzato un’intera città. Da noi è stata una lenta ed inesorabile agonia per tutto il movimento (tranne che per i tifosi di Sassari) in mezzo alla brumosa campagna brianzola.
Ah... dimenticavo: a premiare il Real Madrid vincitore della Copa del Rey è stato Felipe IV, Re di Spagna. A premiare la Dinamo Sassari a Desio c’era Ferdinando Marino. Amen.
@lolloscat


domenica 1 marzo 2015

VOLLEY PESARO, DA UNA SERATA MAI COSI' DIFFICILE A UN FINALE LIETISSIMO

@LucianoMurgia
Un avvertimento. questa non è la cronaca della partita, ma un commento più approfondito (si spera, perché la cronaca  è stata trasmessa in diretta, come potete leggere nel post relativo.
VOLLEY PESARO – ZAMBELLI ORVIETO 3-2
VOLLEY PESARO: Spadoni ne, Salvia 6 (3/11; 3 muri), Zannini (ricezioni 17, positiva 82%, perfetta 41%), Sestini 6 (5/21; 1 bv), Concetti (0/1), Di Iulio 1 (1/1), Battistelli, Bellucci 3 (3/12. Ricezioni 17, errori 1, positiva 71%, perfetta 41%), Battistoni (0/1), Bordignon 13 (13/35. Ricezioni 13, errori 1, positiva 77%, perfetta 31%), Mezzasoma 17 (14/42; 1 bv; 2 muri), Babbi 11 (10/37; 1 bv. Ricezioni 34, errori 2, positiva 65%, perfetta 41%). All. Bertini.
ZAMBELLI ORVIETO: Fastellini 11 (11/40. Ricezioni 27, errori 1, positiva 70%, perfetta 33%), Tiberi 7 (5/14; 2 muri), Mazzini 3 (2/3; 1 muro), Rossini 18 (16/44; 2 muri. Ricezioni 22, positiva 82%, perfetta 41%), Kotlar 15 (12/24; 1 bv; 2 muri), Andreani (L: ricezioni 27, errori 1, positiva 56%, perfetta 44%), Volpi ne, Righi, Piastra (0/3), Biccheri 17 (12/43; 4 bv; 1 muro), Ubertini (0/7), Rosso. All. Gobbini.
ARBITRI: Valentina Tassini di Verona e Ruggero Lorenzin di Vicenza.
PARZIALI: 8-25; 15-25; 25-10; 25-21; 15-7 in 112 minuti.
NOTE: Spettatori circa 400 con nutrita rappresentanza umbra.
STATISTICHE DI SQUADRA
PESARO: battute 88, errori 2, punti 3. Ricezioni 81, errori 4, positiva 72%, perfetta 40%. Attacchi 161, errori 13, muri subiti 8, punti 49, 30%. Muri fatti 5.
ORVIETO: battute 88, errori 6, punti 5. Ricezioni 86, errori 3, positiva 70%, perfetta 35%. Attacchi 178, errori 22, muri subiti 5, punti 58, 33%. Muri fatti 8.
PESARO – Andare sotto di due set, totalizzando 23 punti (contro 50), giocando decisamente male contro una squadra – davvero bella da vedere – che giocava più che bene, guidata magistralmente da Fiamma Mazzini, che scaldava i cuori di compagne e tifosi... Andare sotto di due set, temendo che fosse in arrivo la prima sconfitta,e ritrovarsi con la vittoria numero 17 e altri 2 punti in più sulla diretta inseguitrice.
E' l'altalenante storia di una squadra che non cede mai, che nelle intemperie sa forgiare il proprio animo e si pasce delle difficoltà per crescere più forte.
E' la bellissima storia del Volley Pesaro, che prima ha mostrato le nuove maglia con la scritta Global Relax, poi la brutta faccia di una squadra che sembrava, anzi era smarrita davanti alle invenzioni di Mazzini, alle bordate di Biccheri (4 ace nel primo set), ai muri di Kotlar e compagne 85 nel secondo parziale).
Pesaro aveva in campo Ilaria Battistoni, ma guai a chi imputa alla giovane regista fanese le colpe di un avvio problematico, anzi sconcertante, semplicemente inguardabile. Se Orvieto ha attaccato con il 67 per cento (18/27) nel primo set, è forse colpa di un singolo? No, lasciamo queste elucubrazioni al mondo del calcio, dei bar dello sport (?), ne esistesse uno veramente sportivo.
Insomma, Orvieto passava a piacimento (Kotlar 5/5), mentre Pesaro arrancava (6/23). Soprattutto non difendeva.
Lo 0 a 2 era ineluttabile, come ineluttabile aleggiava il fantasma della sconfitta.
Troppo brutta per esser vera, ci dicevamo. Diamine, mica ha vinto per caso 16 partite su 16. I 46 punti (sui 48 disponibili) non sono piovuti dal cielo. Tutto frutto del lavoro, della classe, dell'esperienza.
Possono essere cancellati questi ingredienti in una singola partita?
No. La partita è cambiata, già nel secondo set, pure perso male. Ma gli animi si sono riscaldati. Ed è stata importante anche la presenza di Isabella Di Iulio, che non ha ribaltato le sorti della gara da sola, ma la cui presenza ha dato morale e soprattutto è sembrata intimorire la Zambelli. Che ha grippato un motore che sembrava perfetto. Bertini, che aveva utilizzato già Concetti per Mezzasoma e Bordignon per Babbi, ha insistito con la giovane lombarda, al posto di Bellucci.
L'impatto di Martina è stato micidiale, per la Zambelli, ma a crescere è stata la squadra nella sua interezza.
Come abbiamo raccontato nel punto a punto – caspita 614 appassionati on line, li ringraziamo uno a uno – il Volley Pesaro ha ribaltato il mondo, pareggiando i conti con la cattiva sorte, che in precedenza aveva aiutato Orvieto, con un nastro galeotto, poi si è trasformata in dea bendata quando Diletta Sestini ha segnato di testa centrata dal muro avversario.
I numeri raccontano meglio d'ogni parola cosa è accaduto. Dopo 2 set, il parziale punti era di 50 a 23 per Orvieto; al termine della sfida, il conto è 88 pari.
Due partite incredibili in una sola, e che a chiudere la gara sia stata Isabella Di Iulio è un invito all'ottimismo, quello di Tonino Guerra, non del renzismo dilagante.
Gaia Concetti e Martina Bordignon, un aiuto a Di Iulio (dalla pagina Facebook Volley Pesaro
Colpita da un virus intestinale, Isabella ha inventato un tocco di classe che ha esaltato chi ha voglia di lottare, chi non s'arrende nelle difficoltà. Insomma, il Volley Pesaro sempre più capolista. Meritatamente, pure al cospetto di una signora squadra che – doveroso sottolinearlo – ha dovuto fare a meno di Diletta Bigini e aveva Serena Ubertini, ex compagna di Elisa Mezzasoma a Bastia Umbra, in condizioni fisiche precarie.
Ma se la Zambelli ha strappato 2 punti al Volley Pesaro, obbligandolo a due tie-break, ci sarà un motivo. Anzi mille motivi. O no?
Nell'altro posticipo domenicale, San Giustino ha superato 3-0 (25-19; 25-7; 25-16) Capannori.
Di conseguenza, questa la nuova classifica:
PESARO 48
Perugia 40
Firenze 38
Bologna 33
Orvieto 31
san Giustino 26
Capannori 25
Todi 24
Casal de' Pazzi 23
Ostia 16
Pagliare 15
Trevi 14
Roma 13
Rieti 11
In serata l'intervista a Matteo Bertini, allenatore della capolista attesa da una doppia trasferta nel Lazio: domenica 8 marzo a Ostia, martedì 10 a Casal de' Pazzi.




VOLLEY PESARO - ZAMBELLI ORVIETO IN DIRETTA: 3-2

@LucianoMurgia
Buon pomeriggio dal PalaCampanara di Pesaro. E' la quarta giornata di ritorno, 17^ della stagione regolare, e il Volley Pesaro, con 46 punti capolista del girone C di serie B1, ospita la Zambelli Orvieto, quinta con 30 punti.
Fra pochi minuti la diretta web
ARBITRI: Valentina Tassini di Verona e Ruggero Lorenzin di Vicenza.
PRIMO SET
Orvieto parte con Fastellini, Tiberi, Mazzini, Rossini, Kotlar e Biccheri, libero Andreani.
Pesaro con Salvia, Sestini, Bellucci, Battistoni (al posto della titolare Di Iulio), Mezzasoma, Babbi, libero Zannini.
Il primo servizio è di Francesca Babbi
0-1 attacco fuori di Mezzasoma
serve Tiberi
1-1 mani fuori di Mezzasoma
Serve Salvia
1-2 pallonetto Kotlar
1-3 ace di Biccheri
1-4: Rossini
serve Biccheri
2-4: accorcia Bellucci
Mezzasoma al servizio
2-5: Rossini
2-6: Fastellini da seconda linea
2-7: Rossini sorprende la difesa
3-7: ancora Bellucci
3-8: grande attacco di Bicchieri da seconda linea, senza muro
TIME-OUT  TECNICO
Si riprende con Kotlar in battuta
4-8: Babbi da posto 4 in diagonale
Sestini in battuta
4-9: Rossini implacabile
5-9: Rossini sbaglia un... rigore, palla in rete
5-10: ottimo primo tempo Orvieto
5-11: errore Mezzasoma
TIME-OUT DISCREZIONALE CHIAMATO DA BERTINI
Serve Rossini
5-12: Fastellini
6-12: mani fuori Mezzasoma
serve Babbi
6-13: gran mani fuori di Biccheri
6-14: Kotlar chiude il primo tempo
Concetti per Mezzasoma
7-14: Salvia dal centro
7-15: attacco preciso di Rossini
7-16: non riesce il gioco al centro di Pesaro, si va al secondo time-out tecnico
Si riprende con Biccheri al servizio
7-17: male la ricezione, Kotlar di prima intenzione
7-18: ancora un gran servizio di Biccheri e difesa pesarese disattenta
TIME-OUT PESARO
Biccheri, micidiale, ancora al servizio
7-19: ace
7-20: Kotlar con primo tempo vincente
Mezzasoma per Concetti
7-21: Fastellini da posto 4
Bordignon per Babbi
Super difesa di Orvieto, poi Rossini piega le mani della difesa
7-23: fallo di formazione (attacco precedente di Fastellini, scusate)
7-24: ace di Biccheri
8-24: Biccheri in rete
8-25:  fast di Kotlar
0-1
Primo tempo a senso unico, ottima Orvieto, Pesaro mai così in difficoltà
FRA POCO LA DIRETTA DEL SECONDO SET

SECONDO SET
serve Orvieto
0-1: Fastellini, mani fuori
0-2: murata Babbi
ancora Rossini in battuta
0-3: attacco fuori di Babbi
1-3: Babbi da posto 4. diagonale vincente
1-4: Biccheri
2-4: Salvia, primo tempo
2-5: battuta sbagliata da Battistoni
3-5: Biccheri manda fuori il servizio
3-6: Kotlar 
4-6: errore offensivo di Orvieto
Salvia in battuta
4-7: Orvieto implacabile
4-8: quarto tocco di Orvieto? non è così, punto!
TIME-OUT TECNICO
Kotlar al servizio
4-9: ancora un muro umbro
4-10: Tiberi dal centro
Ottima partita di Mazzini che libera sempre le sue attaccanti
5-10: servizio sbagliato da Kotlar
5-11: pipe di Biccheri, il muro spedisce fuori
5-12: attacco sbagliato da Pesaro
6-12: altro attacco in fast sbagliato da Pesaro, ma c'era invasione a muro
6-13: Orvieto recupera subito
6-14: errore in palleggio di Battistoni
Proteste pesaresi
6-15: Orvieto vince una contesa. Entra Bordignon per Babbi
6-16: Biccheri, gran mani fuori!
SECONDO TIME-OUT TECNICO
Entra Di Iulio per Battistoni
7-16: errore attacco Orvieto
Sestini al servizio
7-17: Fastellini
7-18: attacco fuori di Bordignon
TIME-OUT DISCREZIONALE DI PESARO
8-18: Mezzasoma da seconda linea
Serve Di Iulio
9-18: block-out Bordignon
9-19: gran primo tempo di Kotlar
Serve Biccheri
10-19: Mezzasoma, mani fuori
10-20: muro di Rossini
10-21: murato il primo tempo di Salvia
SECONDO TIME-OUT VOLLEY PESARO
11-21: invasione al centro di Orvieto
Salvia
11-22: Rossini in diagonale piega le mani di Salvia
Entra Righi per Kotlar
12-22: attacco lungo di Biccheri, forse toccato dal muro
Mezzasoma al servizio
12-23: bell'attacco di Biccheri
Babbi per Bordignon
12-24: murata Bellucci. Grandi difese di Orvieto
13-24: mani fuori di Bellucci
14-24: attacco fuori di Orvieto
15-24: Babbi!!!
15-25: Tiberi da posto 3
0-2
Mai Pesaro era andata sotto 2 set in questo campionato che la vede ancora imbattuta
A FRA POCO PER IL TERZO SET
Intanto, grazie allo scoutman del Volley Pesaro, Luca Nico, alcuni dati del primo set: Biccheri 4 battute vincenti. Orvieto ha attaccato con il 67 per cento, Pesaro con il 26%. 
Nel secondo set, Orvieto 38% offensivo, Pesaro con il24%.
TERZO SET
Serve Di Iulio
1-0: palla accompagnata di Tiberi, primo vantaggio di Pesaro
2-0: Babbi da posto 4
2-1: Biccheri, muro out
2-2: Kotlar vince contesa al centro
Serve Tiberi
3-2: Elisa Mezzasoma da posto 4
4-2: out attacco di Rossini da seconda linea
5-2: ace di Babbi
5-3:invasione pesarese
Serve Kotlar
6-3: palla lunga
7-3: attacco vincente, contestato da Orvieto
TIME-OUT ZAMBEZI
Salvia in battuta
8-3: Mezzasoma mura Fastellini (attacco precedente di Bordignon)
TIME-OUT TECNICO
9-3: Bordignon
9-4: Biccheri mani fuori
10-4: Fastellini manda lungo il servizio
11-4: errore in palleggio di Mazzini
12-4: Bordignon scatenata da posto 4
Entra Ubertini, esce Fastellini
12-5: Rossini
serve Kotlar
12-6: attacco fuori di Bordignon
12-7: ace fortunoso (nastro e terra)
13-7: attacco fuori di Biccheri
Serve Bordignon
13-8: attacco in rete di Babbi
14-8: fast di Sestini
15-8: invasione di Rossini
ancora Sestini serve corto
16-8: Salvia mura l'attacco umbro
TIME-OUT TECNICO
Ancora Sestini
16-9: Tiberi, mani fuori
17-9: SuperBabbi!
18-9: Babbi, pallonetto vincente
18-10:Biccheri
19-10: Mezzasoma mura da posto 4
20-10: Mezzasoma, pallonetto da posto 2
21-10: Salvia mura la pipe di Orvieto (Rossini)
TIME-OUT ORVIETO
22-10: è lunga la pipe di Rossini
23-10: Salvia mura Umbertini
24-10: parallela di Mezzasoma
Serve sempre Babbi
25-10: invasione di Orvieto
il conto dei set è di 1-2
FRA POCO IL QUARTO SET
Numeri del terzo: Orvieto 16% offensivo,Pesaro 34%. 5 muri a zero per Pesaro. Il Volley Pesaro ha giocato un grande parziale
QUARTO SET
1-0:attacco fuori Fastellini
1-1: invasione Pesaro
1-2: attacco fuori di Babbi
2-2: Mezzasoma
Serve Babbi
3-2: mani fuori di Bordignon
3-3: Biccheri, mani fuori
Serve Biccheri
3-4: gran battuta, prima intenzione di Kotlar
4-4: Bordignon!!!!
serve Salvia
4-5: Kotlar, signor primo tempo!
5-5: primo tempo (7) di Sestini
5-6: Rossini, diagonale
6-6: errore di Biccheri
7-6: errore di Rossini,palla lunga
8-6: super attacco da seconda linea di Mezzasoma
TIME-OUT TECNICO
Ancora Bordignon al servizio
8-7: Rossini inventa una parallela fantastica
8-8: Tiberi dal centro
9-8: Sestini chiude la fast
e va al servizio
10-8: Vincente: ace di Diletta
11-8: attacco fuori di Biccheri
11-9: Rossini supera il muro
12-9: super pipe di Martina Bordignon
TIME-OUT CHIESTO DA ORVIETO
13-9: parallela di Babbi
13-10: attacco in rete di Babbi
14-10:Mezzasoma chiude un attacco difficile su alzata in baghero di Babbi
14-11: Pesaro manca un rigore, Orvieto la punisce
(esce Mazzini, entra Piastra)
14-12: errore in palleggio
14-13: Kotlar sfrutta il servizio di Biccheri
15-13: Mezzasoma
Salvia al servizio
16-13: fuori l'attacco di Orvieto
TIME-OUT TECNICO
Battistelli per Salvia  al servizio
17-13: Bordignon
18-13: invasione  Orvieto
19-13: Bordignon ma gli arbitri perdonano una doppia di Pesaro
20-13: errore in attacco di Piastra (torna la diagonale titolare: Mazzini e Biccheri)
21-13: invasione di Kotlar 
21-14: accorcia Fastellini
21-15: errore attacco di Mezzasoma
21-16: errore offensivo di Bordignon
TIME-OUT PESARO
21-17: murata Bordignon
Serve Fastellini
22-17: Mezzasoma interrompe il momento negativo (0-4)
22-18: Rossini
(Righi per Kotlar)
22-19: troppi attacchi Pesaro controllati da Orvieto, che poi colpisce con il mani fuori in parallela
23-19: Bordignon in diagonale
Torna Kotlar per Righi
23-20: Orvieto accorcia
24-20: Sestini di testa (dopo il muro preso!!!)
24-21: lunghissimo l'attacco di Mezzasoma
25-21: quarto tocco dell'attacco umbro
2 set pari

A FRA POCO PER IL  QUINTO SET
QUINTO SET
Serve Di Iulio
1-0: attacco lungo 
2-0: Babbi
3-0:invasione su attacco fuori
4-0: Mezzasoma da posto 4
TIME-OUT ORVIETO
4-1: murata Salvia su primo tempo (Tiberi)
5-1: Babbi in parallela
5-2: attacco vincente di Biccheri
6-2: servizio sbagliato da Biccheri
7-2: Bordignon in parallela da posto 4!!! Super!!!
8-2:  lungo l'attacco di Kotlar
Si CAMBIA CAMPO E PER PESARO PROSEGUE IL TURNO IN BATTUTA DI BATTISTELLI
9-2: grande battuta, errore in attacco di Orvieto
(Ubertini per Fastellini)
10-2: block-out di Bordignon
11-2: attacco fuori di Orvieto
TIME-OUT ORVIETO
11-3: Mazzini rompe la serie pesarese
12-3: Bordignon, super manifuori
13-3: ace!!!! di Elisa Mezzasoma
13-4: servizio lungo
13-5: Biccheri
13-6: Biccheri
serve ancora kotlar
13-7: murata Mezzasoma
Subito uno 0-4, Bertini ferma il gioco
TIME-OUT
14-7: Bordignon da posto 4
15-7: DI IULIO DI SECONDA!!!
3-2, PESARO RIMONTA DA SOGNO ED E' ANCORA IMBATTUTA!!!

GRAZIE PER LA VOSTRA ATTENZIONE. ERAVATE IN TANTI
APPUNTAMENTO A PIU' TARDI CON LE STATISTICHE COMPLETE. SOPRATTUTTO A DOMENICA PROSSIMA DA OSTIA

Ore 20,09: fra pochi minuti, in un altro post, il tabellino con le statistiche complete


























VOLLEY PESARO NEL CUORE DI TANTI EX E DELLA PALLAVOLO ITALIANA

@LucianoMurgia
A Rimini come (un tempo) a Pesaro. Le Finali di Coppa Italia nel 105 Stadium sono una grande occasione per una rimpatriata. Sugli spalti, decine e decine di appassionati arrivati da Pesaro. In campo, tante ex. Alcune si ritroveranno stasera, alle ore 19, nella finale che assegna il trofeo.
Dopo la semifinale vinta contro Conegliano, che ha potuto contare – una volta di più – su una fantastica Monica De Gennaro, da lui allenata nell'esperienza pesarese, Luciano Pedullà è preso d'assalto da tanti tifosi, da ex collaboratori, da persone che gli vogliono bene. E lui vuole bene a Pesaro, a una società che gli è rimasta nel cuore. Chiede se andremo a vedere anche la finale che la sua Novara giocherà contro Modena del suo ex team manager, il gabiccese Otello Pedini, della sua ex regista Francesca Ferretti. Gli rispondiamo che prima c'è il Volley Pesaro.
Il Professor Luciano Pedullà sabato a Rimini (Foto Rubin/Lvf)
Il Professore è informatissimo... La nostra non è un'intervista, solo un saluto a un amico, però ci sembra giusto, anzi bello, riportare le sue parole...
“La squadra sta disputando una grandissima stagione, sono informato, la seguo. E sono contento soprattutto per Sorbini e Rossi, persone per le quali ho una grandissima stima...”.
Luciano Pedullà allenerà anche la Germania. Sarà – glielo auguriamo di cuore – una grande esperienza. Non altrettanto, crediamo, potrebbe dire Francesca Ferretti, reduce dalla rescissione del contratto con la Rabita Baku. Sua madre Silvana, come sempre, è al seguito della figlia, che ha fatto il suo esordio in maglia Liu Jo. Anche mamma Ferretti è legata a Pesaro.
“So che domenica gioca con Orvieto, che la squadra è prima e presto tornerà dove le compete”.
Anche papà Chirichella saluta gli amici pesaresi e, pure felice per la scelta di Novara, ricorda, con rimpianto, la stagione della figlia in maglia Robur.
Qualche collega, osservando che al mio computer scorrono le immagini di Firenze-Perugia, in corso mentre giocano Modena e Busto Arsizio, s'informa sul Volley Pesaro, sulla Global Relax entrata a sostenere la società. C'è grande curiosità, attenzione, soprattutto rispetto per la scelta di rinunciare alla serie A1 in mancanza di certezze.
Sono tanti, non solo gli ex, a salutare il Volley Pesaro con parole ricche d'affetto. E' bello sapere che nel cuore della pallavolo, un mondo a parte, come hanno dimostrato anche le semifinali, con quattro tifoserie fantastiche che hanno sostenuto la propria squadra senza spendere una sola parola contro le altre, c'è posto e soprattutto stima per Pesaro.
Barbara Rossi e Giancarlo Sorbini possono essere orgogliosi. E così Matteo Bertini e la sua squadra.

Forza ragazze, il grande volley vi aspetta!