venerdì 5 giugno 2015

LA SERBIA ROVINA L'ESORDIO AZZURRO, MA A PESARO E' GRANDE FESTA

LO STRAPOTERE DI PODRASCANIN E LISINAC (19/21 IN DUE) LANCIA LA SQUADRA DI GRBIC E PLACI'
L'abbraccio azzurro fotografato da Eleonora Ioele

@LucianoMurgia

ITALIA – SERBIA 1 - 3
ITALIA: Mengozzi 5 (2/3; 3 muri), Vettori 14 (13/29; 1 battuta vincente), Giannelli (0/1), Zaytsev 5 (4/5; 1 muro), Lanza 11 (9/19; 2 bv), Randazzo 7 (6/18; 1 bv), Travica 1 (1 bv), Birarelli 4 (2/4; 2 bv), Antonov 3 (3/6), Giovi ne, Sabbi 2 (2/3), Anzani 7 (5/9; 2 muri), Colaci (L: ricezioni 19, errori 1, positiva 63%, perfetta 58%), Massari. All. Mauro Berruto; vice Gian Lorenzo Blengini.
SERBIA: Nikola Kovacevic 12 (11/17; 1 muro), Uros Kovacevic 4 (3/14; 1 muro), Ivovic ne, Petric 8 (6/13; 2 muri), Stankovic ne, Jovovic 2 (2 muri), Atanasijevic 14 (11/37; 3 bv), Starovic ne, Brdjovic ne, Majstorovic ne, Podrascanin 12 (9/10; 3 muri), Rosic (L: ricezioni 17, positiva 76%, perfetta 59%), Lisinac 13 (10/11; 1 muro), Okolic. All. Nikola Grbic; vice Camillo Placì.
ARBITRI: Dudek (Polonia) e Zenovich (Russia)
PARZIALI: 25-22; 23-25; 24-26; 23-25 in 133 minuti.
NOTE: spettatori 6.406. In tribuna tante ragazze del Volley Pesaro, promosso in A2, accompagnate dallo staff tecnico (Matteo Bertini, Gigi Portavia, Luca Nico) e dai presidenti Rossi e Sorbini. Per Matteo Bertini tanti complimenti da giornalisti, tecnici e componenti dello staff azzurro. In tribuna anche Davide Mazzanti, marottese, e Serena Ortolani, campioni d'Italia con la Pomì Casalmaggiore, ma da qualche giorno trasferitisi all'Imoco Conegliano. Presente anche Alice Santini, ex capitano della Robur Tiboni Urbino.
STATISTICHE DI SQUADRA: Italia: battute 96, sbagliate 24, ace 7; ricezioni 77, errori 8, positiva 60%, perfetta 53%; attacchi 97, errori 8, muri subiti 10, punti 46, 47%; muri fatti 6. Serbia: battute 97, errori 20, ace 5; ricezioni 72, errori 8, positiva 62%, perfetta 50%; attacchi 102, errori 12, muri subiti 6, punti 50, 49%; muri fatti 10.
L'esecuzione dell'Inno di Mameli, un momento da brividi (Foto Eleonora Ioele)

PESARO – Il sogno dell'Italia di esordire vittoriosamente davanti al pubblico amico è cancellato dalla Serbia, che vince con grande merito. Ora gli azzurri, fermi a 6 punti in classifica e avvicinati dai balcanici (4 punti), proveranno a rifarsi fra meno di 48 ore, domenica, al PalaDozza di Bologna.
Mai tanti giovani, anzi tante giovani e giovanissime, all'Adriatic Arena. Arrivati da ogni angolo del centro Italia. Tante magliette colorate, simboli di altrettante squadre, femminili e maschili. La pallavolo è una festa di gioventù, di famiglie, di genitori che vanno tranquilli con i figlie e figlie, perché in questo mondo sono banditi gli insulti, i cori ignobili, perché l'avversario è un avversario, ma se è bravo merita applausi. E soprattutto l'inno s'applaude, che sia il proprio o degli avversari, come è puntualmente accaduto anche stasera, a Pesaro.
Nikola Grbic e Mauro Berruto si salutano (Foto Fivb)
PRIMO SET: si parte: boato alla presentazione di Atanasijevic, a Pesaro, non a Belgrado.  Che bello! Con l'idolo di Perugia, Grbic manda in campo in palleggio Jovovic, e con lui Uros Kovacevic, Petric, Podrascanin, Lisinac; libero Rosic. Per l'Italia, Berruto sceglie Mengozzi, Vettori, Lanza, Randazzo, Travica e Anzani, libero Colaci. Il primo punto è un gran punto, con primo tempo di Podrascanin. Replica Vettori. Ed un mani fuori di Vettori che fissa l'8 a 4 del primo time-out tecnico. Come accade spesso, dopo la sosta, il servizio di Lanza finisce in rete. Due punti consecutivi di Podrascanin (il secondo a muro su Anzani) accorciano il divario: 9-7. La Serbia ha la palla del meno 1, vanificata da un'invasione. Un attacco fuori impedisce il più 4 azzurro. Atanasijevic è fantastico al servizio che mette in difficoltà la difesa italiana, punita da un attacco da seconda linea del “perugino”: 11-10. Lanza super da posto 4, malgrado una difesa impossibile di Petric. Una palla chiamata fuori su servizio di Lisinac, è buona al controllo video ed è parità a 13. L'Italia non passa dal centro, ma il mani fuori di Randazzo funziona bene, l'equilibrio è perfetto: 15-15.
Vettori, un grande avvio (Foto Fivb)
Lo spezza Vettori e azzurri ancora in vantaggio al secondo time-out tecnico: 16-15. Come in precedenza, servizio lungo dopo la sosta. Super pipe di Lanza. Poi Berruto manda Massari (subito in battuta) al posto di Randazzo. Servizio insidioso, ma Atanasijevic è implacabile. La successiva battuta è lunga: 18-17. Vantaggio bloccato dal solito Atanasijevic. La Serbia sembra padrona dal centro, anche se perde il possibile più1 con un'invasione: 20-19. Rientra Randazzo, esce Massari. Prosegue la serie di servizi errati, è il turno di Lanza ed è ancora parità, rotta da un'invenzione di Vettori da posto 2. Entra Birarelli, e si sente la sua marchigianità (il neo perugino è di Senigallia), perché l'annuncio è salutato dal boato del pubblico. Esce Mengozzi. Grbic ferma il gioco con un time-out discrezionale. Il primo punto di Uros Kovacevic riporta il set in equilibrio. Grbic cambia: esce Uros, entra Okolic per il servizio, sbagliato. La Serbia contesta la prima intenzione vincente dell'Italia, chiedendo un'invasione, ma Dudek concede il 23-21 azzurro. Secondo time-out serbo e battuta sbagliata da Vettori. Berruto ferma il gioco. Serve Podrascanin, lungo: due palle set Italia. Entra Giannelli per Travica, Randazzo serve una palla indifendibile: 25-22 in 31 minuti. Durante il parziale, più volte Nikola Grbic ascolta le parole del suo vice, il bravissimo Camillo Placì, leccese du Specchia, già vice della Russia campione olimpica a Londra. Placì ha lavorato con Grbic a Cuneo, quando l'allenatore serbo era immenso palleggiatore. Il tabellino racconta: 6 punti Lanza (5/5 e 1 ace), 5 Vettori, 3 Randazzo. Insomma, le bande ci sono. Lisinac (5) è il migliore realizzatore serbo, seguito da Atanasijevic (4) e Podrascanin (3). 2 ace, a 1, per l'Italia:; 2 muri, a 0, per la Serbia. 6 battute sbagliate a testa.
Marko Podrascanin, per noi Mvp (Foto Fivb)
SECONDO SET: Lanza si ripete anche in battuta: prima mette giù un altro ace, poi obbliga i serbi a un palleggio falloso: 4-1. Un gran primo tempo di Simone Anzani scatena l'applauso delle ragazze del Volley Pesaro: Simone è il ragazzo di Martina Bordignon. Simone si ripete per il 7 a 5. Qualche stupido fischia la battuta di Atanasijevic, che risponde con l'ace del 7 pari. Mani fuori di Lanza e Italia avanti, come nel primo set, al time-out tecnico, in questo parziale solo di 1 punto. Il tema è lo stesso: dopo la sosta, servizio errato. L'Italia allunga con Vettori che ripaga la grande difesa dei compagni: 12-10. Podrascanin è sempre il padrone del centro, ma Randazzo è micidiale in diagonale da posto 4 e Vettori mette a terra un servizio impossibile da controllare: 14-11. Immediato time-out discrezionale di Grbic. E ti pareva, dopo il time-out, battuta in rete. Lisinac fa le veci dell'arbitro, che non vede una clamorosa infrazione in palleggio degli azzurri. Atanasijevic pareggia a 14. E' lungo l'attacco di Vettori, arriva il primo vantaggio serbo: 14-15. Travica concede fiducia al suo opposto e Vettori lo ripaga pareggiando. Murone di Simone Anzani e Italia nuovamente avanti alla seconda pausa tecnica: 16-15. Importante avere interrotto il break ospite, fermato sul 4-0. Ma la legge del dopo time-out funziona sempre: servizio sbagliato. Parità. Rotta dall'ennesimo ace di Atanasijevic, bravissimo: 16-17. La battuta successiva è quasi vincente, ma l'Italia gioca la palla dalla metà campo serba. Dovrebbe essere solo un appoggio, ma Vettori inventa un mani fuori incredibile. Aleksandar il Grande attacca fuori e l'Italia torna avanti: 18-17. Nikola Kovacevic, appena entrato, pareggia da posto 4 e va in battuta. Sbagliata. Primo tempo stratosferico di Lisinac: 19 pari. Attacco fuori, ma l'Italia chiede il controllo video. Che le dà torto. Serbia avanti: 19-20. Lisinac fallisce il servizio. Lanza mette in difficoltà la ricezione, ma una mancata comunicazione fa cadere a terra un palla giocabilissima: 20-21. Atanasijevic fallisce il più 2 serbo. L'Italia difende con le mani e con i... piedi, ma Podrascanin è immenso dal centro. Una palla accompagnata da Vettori è – giustamente – punto per la Serbia: 21-23. Berruto ferma il gioco. Vettori fa rima con se stesso: mani fuori e 22-23. Poi fallo di piede del numero 4 azzurro e la Serbia ha due palle set. Berruto chiede il secondo time-out. Vettori cancella la prima: 23-24. Esce Randazzo, entra Massari per la battuta, ma la sua palla è lunga: 23-25 in 36 minuti e perfetta parità. Il brutto momento prosegue con lo speaker che chiama l'applauso al sindaco Ricci per avere consentito la disputa della partita. E che è il padrone della città? O l'Adriatic Arena è sua? Punti azzurri: Vettori 7; 3 a testa per Lanza, Randazzo e Anzani. Per la Serbia: 4 Atanasijevic e Podrascanin, 3 Lisinac, 2 Petric, 1 a testa per i Kovacevic. 3 muri a 1 per gli ospiti confermano la superiorità al centro dei balcanici, che hanno 7 punti a 3. 2 ace per entrambe. L'Italia attacca meglio (13/27 e 48% contro il 44% ospite: 11/27. La differenza è il muro.
TERZO SET: l'arbitro polacco ha difficoltà a fischiare i palleggi approssimativi, ma Vettori tira su il muro che ribadisce il 2 a 0 iniziale: 4-2. Ora è il turno dei “plavi” a protestare per un possibile tocco a muro che Dudek non concede. Grbic chiede il verdetto della videocamera, favorevole all'Italia. Nell'Adriatic Arena temperature roventi, gli atleti sudano, il taraflex è bagnato. Protesta anche Berruto per un'azione dubbia favorevole ai balcanici. Poi Lanza è perfetto, ancora una volta, nel mani fuori: 8-6 e solito vantaggio azzurro al time-out tecnico. Puntuale ace di Atanasijevic per la parità a 9. Prima intenzione di Lisinac per il sorpasso: 9-10 e parziale di 1-4. Ma è di nuovo parità perché la battuta di Aleksandar termina fuori. In rete anche la battuta italiana. E così quella di Uros Kovacevic. Podrascanin stoppa una palla spinta da Vettori ed è 11-13. Berruto non ci sta e interrompe il gioco. Vola in tribuna l'attacco italiano, sarebbe il meno 3, ma Berruto chiede il giudizio del video: sfavorevole. Ed è 11-14. Esce Randazzo, entra Antonov. Serve Lisinac. Luca Vettori è liberato dal muro e segna in parallela. La diagonale di Uros è troppo stretta e finisce in parterre, ma il servizio di Vettori si ferma in rete. Antonov accorcia ancora, poi va in battuta. Stupendo l'attacco mancino da posto 2 di Uros che manda la Serbia avanti – per la prima volta – a un time-out tecnico: 14-16. L'Italia esce fuori bene dalla pausa: 16 pari. Ma in un attimo - errore su pipe da posto 6 – è di nuovo a meno 2: 16-18. Sale in cattedra Antonov. Ace di Dragan Travica ed è ancora parità. Nikola Kovacevic riporta avanti la Serbia: 18-19. Serve Atanasijevic: ricezione difficile, attacco pure, Lisinac ferma la palla spedendola a terra. Ancora un errore, ma l'Italia chiede la verifica video: la palla è stata toccata dal muro. Scongiurato il meno 3, è 19-20. Lanza manda lungo, Lisinac blocca ancora l'attacco azzurro. Esce Mengozzi, entra Birarelli. Nikola Kovacevic serve lungo: 20-22. Serve Birarelli. Uros sfonda il muro: 20-23. Sabbi, entrato da qualche azione per Vettori, accorcia da posto 2. Nikola Grbic spende il primo time-out discrezionale. Per la legge del time-out, battuta sbagliata: 21-24. Ora è Berruto a fermare il gioco. Anzani dal centro, sfuma la prima palla set per i serbi. Anzani si ripete murando Atanasijevic. Che numero! 23-24 e time-out Grbic. Serve ancora Antonov. La Serbia sta per commettere una sciocchezza, la palla non cade per un miracolo nel campo balcanico, l'Italia non chiude ma pareggia, perché gli arbitri non vedono tocchi del muro azzurro., Il video chiesto da Grbic dà torto alla Serbia: parità a 24. Antonov serve in rete. Altra palla set ospite, concretizzata positivamente per un attacco fallito da Lanza: 24-26. L'attacco al centro è migliorato grazia a Simone Anzani (6) e Mengozzi (4 con 3 muri), ma sono crollate le percentuali dai posti 2 e 4. Vettori ha 2/8 con 2 muri subiti; Lanza 1/5; Randazzo ¼. Nikola Kovacevic con 6 punti migliore realizzatore serbo, seguito da Atanasijevic e Lisinac (3). 4 muri a 3 per l'Italia; 1 ace a testa. La Serbia attacca meglio (43% a 37%).
Il muro di Anzani contro Atanasijevic (Foto Fivb)

QUARTO SET: Italia con le spalle al muro. Ma subito dietro nel punteggio. Sul 6-8 (servizio lungo di Lanza, arriva qualche fischio ingeneroso). Gli azzurri, come i “plavi” sono un cantiere aperto. La stagione sarà lunghissima, non si può essere al meglio già adesso. E Dudek continua a non vedere clamorose infrazioni in palleggio. Podrascanin è implacabile dal centro e al muro: 7-10. Berruto manda in campo Giannelli, accolto da un'ovazione (ingenerosa nei confronti di Travica). Ancora il super Podrascanin ed più 4 Serbia: 7-11. Time-out di Berruto. Servizio fantastico di Petric, ricezione sbagliata, Podrascanin mette giù il più 5. Entra – applauditissimo – Zaytsev e va subito a segno: 8-12. Ma Sabbi sbaglia la battuta. Poi l'arbitro russo cancella il più 6 serbo fischiando un'invasione. Pareggiata dalla battuta in rete di Zaytsev. Ora si applaude anche l'errore altrui. Accade sulla battuta in rete di Atanasijevic. Sembra di essere al Foro Italico, agli Internazionali di tennis, quando giocano gli italiani. Una seconda linea vincente du Zaytsev scalda l'Adriatic Arena: 11-15. Un'invasione a muro restituisce il più 5 esterno. Arriva anche il più 6 (11-17) su ricezione errata di Zaytsev. Un gran momento di Birarelli (con ace) e Zaytsev porta l'Italia a meno 2: 16-18. Cambio tra i Kovacevic: entra Uros per Nikola. Invasione italiana: 16-19. Sabbi forza il servizio, che vola fuori. Lo Zar Zaytsev è scatenato, ma la parallela di Atanasijevic è micidiale. Berruto ferma il gioco con Aleksandar il Grande che va in battuta. Fa bene, il servizio è lungo: 19-21. Serve Anzani, mettendo in difficoltà la ricezione, ma dal letame è Uros a trovare un fiore: 19-22. Attacco azzurro fuori, Serbia a due punti dal match. Lanza da posto 4 per il 20-23. Giannelli in battuta. Non passa l'attacco di Atanasijevic: 21-23 e time-out di Grbic. Ancora Atanasijevic in difficoltà. Italia a un sospiro dalla Serbia: 22-23. Petric non trema: 22-24. Lisinac serve in rete. Fallita la prima palla match. Gliela restituisce Lanza, la cui battuta si spegne in rete: 23-25. Esulta la Serbia, festeggiano tutti. Perché il volley è festa, sempre, nella vittoria e nella sconfitta.

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