giovedì 29 gennaio 2015

ALESSIA GHILARDI E FABIANA CLAUDINO, IL VOLLEY CHE NON CI PIACE

di GIADA BIAGIOLI

Non sono giorni felicissimi per il volley nazionale ed internazionale, il “caso” Ghilardi ha mobilitato l’intera famiglia del volley che si è subito schierata al fianco della giocatrice di Ornavasso.
ALESSIA GHILARDI
Alessia Ghilardi

Alessia Ghilardi è stata ‘scaricata’ dal proprio club, la Metalleghe Sanitars Montichiari, senza preavviso, dopo un girone d’andata giocato più che egregiamente.
Alessia, neo-libero del team allenato da Barbieri, ha portato Montichiari non solo ad una salvezza ormai certa, ma ha sostenuto una seconda linea parecchio instabile.
Tutti, tifosi ed appassionati, si aspettavano dal mercato invernale della Metalleghe una nuova schiacciatrice, magari più dotata nei fondamentali di seconda linea, o al massimo un centrale più solido delle due giovani Alberti e Olivotto. Non è andata così, l’unico movimento in entrata registrato fino a questo momento è l’arrivo di Luna Carocci, da Piacenza dove, con l’arrivo di Cardullo, aveva perso la maglia da titolare.
L’arrivo dell’ex-urbinate ha conseguentemente portato all’addio di Ghilardi. La società ha motivato l’operazione facendo riferimento alla differenza anagrafica tra i due liberi, Alessia Ghilardi è classe 1979, mentre Luna Carocci 1988. Ok, ma quest’estate quando era il momento di costruire la squadra Alessia non aveva mica 22 anni! L’anno di nascita era lo stesso.
Oggi Ghilardi si trova senza squadra, a pochi giorni dalla chiusura del mercato, e sostituita –non ce ne voglia Luna, alla quale facciamo i migliori auguri per il proseguo di stagione – da una giocatrice che dati alla mano, fino ad ora, ha fatto peggio di lei.
Alessia con Maren Brinker (Rubin/LVF)

Evidentemente la società bresciana ha ritenuto che questa fosse la scelta migliore, noi pensiamo che l’ormai ex-libero di Montichiari, meritasse un trattamento diverso, un pizzico di riconoscenza in più per quello che fino ad oggi ha dimostrato in campo.
Ad obiettivi stagionali raggiunti e superati, forse questa scelta ‘a favore della linea verde’ poteva aspettare almeno l’estate.
Detto questo un grande in bocca al lupo ad entrambe, per il presente e per il futuro.

Riportiamo un altro triste episodio verificatosi nel mondo della pallavolo, questa volta in Brasile, durante la partita Minãs-Sesi.
Fabiana, bella e brava

La fortissima centrale e capitana della nazionale di Zè Roberto, Fabiana Marcelino Claudino, è stata vittima di un increscioso episodio di razzismo, riportiamo un suo post su Facebook:
Esperienza difficile e dura! Viverla nella mia città natale, è ancora peggio! Ieri durante la partita contro la squadra di Minas, un uomo ha sparato una mitragliata di insulti razzisti verso di me. “Scimmia vuoi la banana”, la scimmia gioca con le banane, tra le altre. Questo tipo di ignoranza mi ha colpito soprattutto perché la mia famiglia stava guardando la partita. Il signore è stato prontamente allontanato dalla palestra da parte della direzione del Minas Tênis Clube.
Apprezzo l’atteggiamento delle “mineire”, di non essere complici con queste sciocchezze. E questo Club, dove ho cominciato la mia storia e dove anche oggi ho cari amici. Ho riflettuto molto sulla divulgazione o no di questo episodio, ma credo che parlare di razzismo aiuti a mettere in discussione il mondo in cui viviamo e che vogliamo per i nostri figli. Non ho bisogno di essere rispettata perché sono un campionessa olimpica o per i titoli che ho vinto, che è una stronzata! Esigo rispetto perché sono Fabiana Marcelino, cittadina, un essere umano. La realtà dimostra che non sono la prima e non sarò l’ultima a soffrire per il razzismo, ma non bisogna arrendersi. Non si possono tollerare i pregiudizi nel XXI secolo. Questo Signore, mi rammarico profondamente che non pensi alle frustate che i nostri antenati hanno preso secoli fa. Non più odio! Non più intolleranza.”
Questo è il volley che non ci piace, questo non è volley. Queste cose non devono proprio accadere.

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