lunedì 26 gennaio 2015

VOLLEY PESARO, MATTEO BERTINI COME TUTTI I GRANDI ALLENATORI: NON S'ACCONTENTA MAI

@LucianoMurgia
Matteo Bertini, come tutti i grandi allenatori, non s'accontenta mai

PESARO – Abituati troppo bene, abbiamo perso di vista che, sì, non era stata la migliore partita dell'anno, ma il Volley Pesaro aveva appena vinto la tredicesima partita consecutiva, facendo percorso netto, con l'unica penalità – restando in tema concorsi equestri – di un lieve sforamento del tempo a Orvieto, dove ha dovuto fare ricorso al tie-break per tornare a casa con la vittoria.
Bene ha fatto Francesca Bertozzi, responsabile dell'ufficio della società pesarese, a ricordarlo mentre Matteo Bertini rispondeva ancora alle domande dei giornalisti.
Non ci sono dubbi. Anzi, è un grosso merito avere vinto 3-0 nella giornata in cui abbiamo giocato, probabilmente, la nostra peggiore partita. Solo le grandi squadre fanno così. E comunque 38 punti su 39 sono tanti. Adesso aspettiamo novità da Perugia...”. Lo ha detto come se presagisse le difficoltà della Gecom Security nel derby con Todi. E la più diretta inseguitrice, ancora seconda malgrado sia a quota 31 con Firenze - ci hanno raccontato dall'Umbria – per due set non ha giocato, lasciando un punto alle cugine tuderti, allontanandosi di un'altra lunghezza dalla vetta della classifica. Giustamente, Matteo Bertini non s'accontenta delle vittorie, dei tre punti. Chiede di più, pretende di più. E' una caratteristica comune ai grandi allenatori, tanto che ci siamo permessi – visto che il coach marottese è appassionato di basket – di raccontargli un aneddoto.
1973, l'Ignis Varese conquista la sua terza Coppa dei Campioni, sconfiggendo nella finale disputata a Liegi il Cska Mosca, la mitica Armata Rossa. L'allenatore dell'Ignis è il Professore, al secolo Aleksandar Nikolic Il giorno dopo il trionfo, arrivati all'aeroporto di Malpensa, mentre tutta la squadra pensa di andare a casa, a festeggiare, il Professor dice all'autista del pullman di dirigersi a Masnago, al palasport, per una seduta d'allenamento. Ha vinto la Coppa dei Campioni, ma non è soddisfatto del gioco.
Sperando che il Professore – ingiustamente detto l'Orso della Bosnia - non s'offenda con me per il paragone, Matteo Bertini non si è entusiasmato più di tanto per un record che non assegna titoli, non concede privilegi, tanto meno la promozione, ma non dimentica i fatti...
Fisicamente non siamo al 100 per 100 perché adesso siamo attesi da una settimana libera, in cui spingeremo ancora per mettere in corpo altra benzina che ci consenta di arrivare fino in fondo”.
C'è stato anche qualche merito del Proger Volley Friends, arrivato ben preparato all'appuntamento.
Vedendo lo spiraglio, ci hanno creduto, come fanno tutte le squadre che arrivano qui senza niente da perdere. Così aumentano le forze, l'aggressività, la motivazione. Roma ha difeso tanto, rimanendo aggrappata alla partita anche nel secondo set, quando sembrava potessimo chiuderlo facilmente. I loro meriti sono indiscutibili, altrettanto indiscutibili i nostri demeriti. E' stata la nostra peggiore partita in attacco del girone d'andata”.
Avete vinto 3-0 grazie al successo nel primo set. Un parziale perduto poteva essere un bivio: scatenare la vostra reazione, il vostro orgoglio, innescare le vostre qualità, oppure innervosirvi e mettervi in ulteriore difficoltà. Avere annullato due palle set e ribaltato il risultato grazie a due grandi colpi di Bellucci è stata la chiave del netto successo?
Non ci sono dubbi. Il primo set ha indirizzato la partita, cambiandone la storia. L'avessimo perso, ci attendeva una serata difficile, perché giocare in rimonta sarebbe stato improbo, vista la nostra condizione. Brave le ragazze a proporre alcune cose fatte bene, a spingere sull'acceleratore, dopo un inizio orrendo in cui avevamo regalato punti anche per via di una battuta poco insidiosa. Poi il servizio è migliorato, ma ci mancava la solita qualità. Si spiegano solo così i tanti errori, ma anche le piccole imprecisioni, comprese le difese sulla palla piazzata, che ci hanno impedito di esprimere il nostro gioco rapido”.
A proposito di servizio: nell'ultimo set avete sbagliato 5 battute, una in più del totale nei set precedenti. Ha chiesto lei di servire corto?
Alcuni errori sono dovuti al fatto che comunque dovevamo rischiare, perché abbiamo visto che con palla nelle mani fatichi con tutti. Uno degli obiettivi era mettere in difficoltà la loro ricezione, anche con la battuta tattica, corta. In qualche circostanza è andata bene, in altre meno, ma se rischi, è normale sbagliare di più”.
Il campionato osserva una giornata di riposo. Il vostro programma?

Ci rivediamo martedì e lavoriamo fino a venerdì. Giovedì sera, con inizio del riscaldamento intorno alle ore 19,30, facciamo un'amichevole con Moie. Quindi tre giorni liberi per ritrovarci il 3 febbraio e preparare la gara casalinga con San Giustino”.

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