domenica 20 marzo 2016

“LE MIE PASSIONI: PALLAVOLO E VERA”

@LucianoMurgia

Angelo Vercesi si confessa dopo il trionfo in Coppa Italia e la dichiarazione alla fidanzata e accusa chi “vuole bruciarmi con voci assurde. Io sono un allenatore che s’impegna, non un latin lover. Peccato che lo dica anche il presidente di una società”

Angelo Vercesi in ginocchio propone a a Vera di sposarlo (Foto Rubin/LVF)

RAVENNA – Riccardo Marchesi aspetta Angelo Vercesi per fargli i complimenti. Fa altrettanto Piero Babbi. Il Pala De Andrè sembra una succursale di Pesaro. Anche perché in tribuna ci sono i due presidenti della myCicero Volley Pesaro, Barbara Rossi e Giancarlo Sorbini, e ci sembra di avere visto Sandro Sardella, a meno che non sia un omonimo.
Stando a tempi più recenti, abbiamo avuto il piacere di salutare Giada Boriassi, ma anche Gian Paolo Chittolini, e di intervistare Laura Saccomani, grande protagonista del successo di Forlì che si è aggiudicata la Coppa Italia di serie A2.

Laura Saccomani racconta le lacrime di Vera: “Non so se fossero di felicità o all’idea di trascorrere tutta la vita con Angelo: propendo per la seconda”

Angelo Vercesi è preso d’assalto da giornalisti e fotografi. La scena che lo vede in ginocchio chiedere la mano di Vera Klimovich, anche se non è una novità nello sport, è piaciuta a tutti. La centrale bielorussa, dal 13 marzo in forza alla squadra romagnola, dopo avere fatto parte – l’anno scorso – della Pomì Casalmaggiore campione d’Italia, non è stata utilizzata dal coach-fidanzato, ma è la più felice del mondo per la richiesta di matrimonio. Tutti la vogliono, tutti la cercano mentre va in giro in compagnia di Irina Smirnova e della Coppa Italia appena vinta. Ha ancora le lacrime agli occhi, ma Laura Saccomani ha un perché molto originale...
Laura Saccomani supera il muro di Cumino (Foto Rubin/LVF)
Angelo ci ha sorpreso, non sapevamo nulla della richiesta di matrimonio. Infatti, non ho capito se Vera piangeva di felicità o all’idea che dovrà passare una vita con Angelo... Propendo per la seconda ipotesi...”. Per fortuna di Laura, Angelo Vercesi è una persona di grande simpatia, altrimenti i prossimi allenamenti diventerebbero un inferno.
Lui non ha voglia di pensare al futuro, preferisce godersi la vittoria appena conquistata, almeno per qualche ora.
Festeggiamo oggi e domani, ma da martedì torniamo con i piedi a terra perché ci attendono 4 gare e Soverato è alla pari con noi. In queste 4 gare si deciderà se andremo in vacanza più presto, con in tasca la promozione in serie A1, o se dovremo soffrire. Dipenderà da noi, ma non dimentico che questa finale di Coppa Italia è stata una gara particolare e dovremo prestare attenzione alle calabresi perché sono brave”.
Angelo Vercesi non ha dubitato mai, convinto che le sue ragazze potessero vincere il trofeo.
Onestamente ci credevo, perché siamo una bella squadra e le ragazze sono scese in campo con l’atteggiamento giusto. Non solo: sono brave e a mio parere il livello di Forlì è da serie A1. Io ci credevo, davvero tanto, anche se ero conscio che Soverato è altrettanto forte”.
Lei ha vissuto una giornata ricca d’emozioni, sportive e personali.
Una doppia soddisfazione: la vittoria è frutto della nostra passione, di un lavoro che mi piace tanto, la pallavolo. L’altra mia passione è Vera Klimovich. Stiamo insieme da due anni e adesso sono molto contento, soprattutto del mio gesto...”.
Angelo vuole togliersi un sassolino dalla scarpa.
Forse non è il momento, ma voglio dire una cosa che ho nel gozzo da tempo. Dedico la Coppa Italia alla mia famiglia, alla mia ragazza, alla società, a me stesso e a chi da anni dice che io non sono un allenatore, ma un tifoso, anche bravo; un animatore, un trascinatore, ma non un bravo allenatore. Spero mi capiate: a me piace fare casino con le ragazze, ma in palestra si lavora duro, con doppio allenamento alla mattina, tra pesi e palla, e un allenamento pomeridiano. Trovo ingiusto bruciare chi lavora, un professionista che s’impegna tanto. E’ da tempo che sento queste voci, dette anche dal presidente di una società. Ho dimostrato di essere un lavoratore...”.
L'esultanza di Vercesi dopo un punto di Forlì (Foto Rubin/LVF)
Ci scusi – lo interrompiamo – ma lei ha dimostrato il suo valore vincendo uno scudetto e altro da allenatore capo della Scavolini Pesaro.
Sì, ma c’è chi dice che io sono un latin lover. Idiozie dette da qualcuno che vorrebbe avere il piacere di bruciarmi”.
Le parole fanno male, ogni tanto anche i giornalisti dovrebbero riflettere su quanto scrivono o dicono. Ne abbiamo parlato, tempo addietro, con Laura Saccomani, che abbiamo ritrovato una domenica sera più felice che mai.
Siamo riuscite a fare il nostro gioco senza subire quello di Soverato. E’ un tema fondamentale per noi. Le partite che abbiamo perso di recente ci hanno visto andare fuori di testa mentre subivamo le avversarie. Oggi siamo state grandiose e non abbiamo concesso spazio alle calabresi”.
Lei ha messo a terra l’ultimo pallone della partita, quello che ha sancito la vittoria della Coppa Italia.

Ha un sapore particolare. Il nostro vice allenatore mi aveva chiesto di fare un pallonetto spinto. Glielo ho dedicato. E’ stato bellissimo chiudere così. Ma più che parlare di me, vorrei fare i complimenti a tutta la squadra: non abbiamo sbagliato nulla e ci siamo aiutate sempre. Sono felice”.

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