venerdì 13 novembre 2015

"MONZA E' FORTE, MA POSSIAMO CREARLE PROBLEMI"

MATTEO BERTINI: "LA SAUGELLA E' SQUADRA COMPLETA CHE GIOCA UNA BELLA PALLAVOLO, MA LE MIE RAGAZZE NON PARTONO SCONFITTE"

 
Bertini indica la strada per  giocare una bella partita a Monza (Foto Danilo Billi)
@LucianoMurgia
Scrivere di sport, di pallavolo, di amore per la vita mentre scorrono le immagini di quanto accade a Parigi, città di tante trasferte sportive, dove, ancora oggi, risiedono e lavorano amici. Come si fa?
Me lo chiedo mentre le dita battono sulla tastiera, cancellando appunti precedenti, dedicati a un'idea di articolo di presentazione di Saugella Team Monza – myCicero Volley Pesaro che è in programma domenica, alle ore 18, arbitri Fabio Scarfò e Rachela Pristerà.
Pensavo che un tempo, oltre all'autodromo e al Gran Premio, che – mi scuserete – non rientrano nei miei interessi dal giorno della tragedia di Renzo Pasolini e Jarno Saarinen, quando – scusate il gioco di parole - pensavo a Monza, l'associavo subito alla Simmenthal, alla famosa marca di carne in scatola, che si produceva, appunto, in Via Borgazzi, zona San Rocco, Brianza.
Oggi, sinceramente, sono più attratto da verdura e frutta. Ricordo, però, che per quasi due decenni il marchio Simmenthal è stato identificato dal pubblico in una squadra di pallacanestro, l'Olimpia Milano, capace di vincere dieci scudetti e di essere la prima a portare in Italia la Coppa dei Campioni di basket. Curiosità: l'azienda, nel senso della Carne Simmenthal, interruppe la sponsorizzazione perché l'abbinamento era diventato controproducente proprio perché il pubblico l'identificava nella squadra di pallacanestro, non nel prodotto carne in scatola.
Carne in scatola, carne da macello, in tutti i sensi, perché l'orrore che è insito negli accadimenti francesi è da macello...
Come si fa? Me lo domando ancora, ma se smettessimo d'occuparci di sport, d'arte, d'amore, di vista, vincerebbero quegli invasati che uccidono in nome di un Dio, del loro Dio, come altri – in passato – hanno fatto in nome di un altro Dio.
Respingo l'idea che l'orrore sia figlio di un Dio, ma anche dell'Islam. Ho vissuto – da agnostico, se volete da uno senza Fede, persa in passato e mai più ritrovata – uno dei momenti più belli della mia vita in una moschea, anzi nella Moschea. Ne ho scritto in un libro dedicato alla pallacanestro, “Dietro i canestri”, Diario di viaggi, Racconto di passioni, Trent'anni nel mondo del basket (Minerva Edizioni, 2010).
Care amiche, cari amici, abuso della vostra comprensione, ma vorrei proporvi alcune righe dedicate a una trasferta in Israele, alla mia prima volta a Gerusalemme, in compagnia della Fortitudo Bologna, invitata a Tel Aviv dal Maccabi per un'amichevole prima della sfida alla Scavolini in Coppa dei Campioni, gennaio 1989. Lavoro alla Gazzetta di Pesaro, il capo della redazione e il responsabile dello sport autorizzano la lunga trasferta per seguire l'amichevole del Maccabi, presentare il mito d'Israele e, ovviamente, raccontare la partita della Scavolini. La Fortitudo organizza una gita a Betlemme e Gerusalemme, i responsabili mi invitano a unirmi alla comitiva.
Nel 1989 è in corso la Prima Intifada, la rivolta iniziata due anni prima in un campo profughi palestinese, eppure riusciamo ad accedere alla Cupola della Roccia, gioiello dell'architettura araba dai mosaici azzurri e blu. La Qubbat al-Sakhra è ricoperta d'oro. Giornata grigia, umida, entriamo anche nella vicina al-Aqsa. All'interno delle moschee pochi fedeli. Un anziano arabo, barba e capelli bianchissimi, è inginocchiato. Magro, ascetico, il viso scavato dallo scorrere del tempo mostra quasi carne viva. Potrebbe avere novant'anni. Prega e il suo volto è illuminato da un raggio di luce che penetra dall'esterno. Emana una straordinaria intensità religiosa, una fede mai percepita. Almeno nelle chiese cattoliche. La nostra presenza sembra non distrarlo. Gli passiamo accanto, ha un sussulto, le labbra accennano un sorriso che rasserena...
Ecco, a distanza di ventisei anni, non riesco a immaginare un uomo così che impugna un mitra o lancia una bomba o fa saltare un aereo.
Come si fa a scrivere di sport? Ci provo, in compagnia di Matteo Bertini, allenatore della myCicero, che presenta l'avversaria di domenica, la Saugella, una bella squadra che non nasconde di puntare in alto. Di più, una squadra arrabbiata con se stessa per la pesante sconfitta patita domenica scorsa a Olbia.
Sono alcuni anni che Monza prova a disputare campionati di vertice, mancando la promozione in A1 per un'inezia. Anche quest'anno si conferma squadra di grande valore, ricca di doti fisiche, ma anche di individualità tecniche. Una squadra completa in tutti i fondamentali, con una palleggiatrice sopraffina per la serie A2, qual è Stefania Dall'Igna, e tante attaccanti di valore. Dall'Igna, che ha giocato anche a Urbino, vanta una notevole esperienza in serie A1, facendo sempre molto bene, ma anche all'estero, in Francia...”.
Già, la Francia... Ci pensi e le dita non hanno più tanta voglia di battere sulla tastiera, ma ci provo...
Dall'Igna è molto brava a valorizzare al meglio tutte le sue attaccanti...”.
Monza ha allestito un bell'attacco, puntando su giocatrici esperte di serie A2 quali la serba Milica Bezarevic e l'ex pesarese Bernadett Dekany. Innesti che confermano la volontà di guadagnare la promozione, per proporre – come Modena e Piacenza – due squadre in A1, sia nel maschile sia nel femminile. Però, domenica scorsa la Saugella ha perso – male direi – a Olbia.
Complice un piccolo infortunio a Valentina Zago, un importante riferimento per Monza, impossibilitata a scendere in campo. Magari hanno vissuto anche una giornata poco felice, ma non vorrei si dimenticasse il grande valore di Olbia, che si conferma una delle squadre più in forma, una delle più forti, a sua volta in grado di puntare decisamente ai playoff”.
Che pallavolo propone Monza?
La Saugella festeggia  (Foto Luca Renoldi dalla pagina Facebook di Bernadett Dekany)
Una pallavolo bellissima, fatta di tante soluzioni offensive, un gioco veloce. E' una squadra costruita bene, con due schiacciatrici che hanno caratteristiche differenti: Dekany preferisce la palla morbida, per sfruttare altezza e potenza, Bezarevic la palla veloce per capitalizzare le sua qualità dei suoi colpi d'attacco in cui è fenomenale. Buono il gioco con le due centrali, Sonia Candi e Francesca Devetag, che hanno tante soluzioni, non solo con le fast e con i giochi davanti. Sono entrambe complete e alte...”.
E la myCicero non ha Diletta Sestini nella migliore condizione, causa un affaticamento che l'ha obbligata a riposare questo venerdì. L'augurio è che Diletta, che scenderà in campo, non dovrebbero esserci dubbi, possa dare il suo contributo che – sottolineava Bertini dopo la partita casalinga con Settimo Torinese – è imprescindibile, soprattutto nel muro-difesa, dove la centrale toscana è una vera maestra.
Monza è squadra fisica, che mura tantissimo e punta molto sui fondamentali che fanno punto: battuta, attacco e muro. Ha un libero, Silvia Lussana, che dà tantissimo equilibrio in ricezione e altrettanta qualità in difesa. La Saugella è una squadra completa, che gioca una pallavolo completa, ma anche bella da vedere. Sarà difficile affrontarla, ma noi abbiamo preparato le nostre cose per essere pronte. Non abbiamo pressioni, possiamo giocare a mente libera per cercare di mettere in difficoltà Monza anche rischiando qualcosa in più”.
Fa parte del roster brianzolo, ma al momento non gioca, una ragazzina fanese...
Ludovica Montesi, che è stata con noi, ma poi ha scelto la via di Orago (uno dei centri giovanili più famosi, grazie al professor Bosetti; ndr), dove ha scelto di mettersi in luce ed è sicuramente cresciuta. Visto che non sta giocando, non riesco a vederla con continuità. Pertanto non riesco a esprimere un giudizio sulle sue qualità. Però credo che per lavorare con giocatrici molto forti che possono insegnare tanto alle giovani sia una bella opportunità per Ludovica”.
Veniamo alla sua squadra: come ha trovato le ragazze dopo i due giorni di riposo, soprattutto dopo la vittoria?

Abbiamo rivisto le cose che non hanno funzionato anche nella vittoria, soprattutto nella qualità dei contrattacchi. Le ragazze stanno bene mentalmente e sono pronte a una partita difficile. Le vedo vogliose e non hanno alcuna intenzione di partire sconfitte. Sono pronte a giocare tutte le carte per cercare di portare a casa qualcosa, che siano set tirati o punti non ha importanza. Sarà importante tornare a testa alta dopo avere giocato la pallavolo che piace a noi. Non ci mancano i mezzi per mettere Monza in difficoltà, dobbiamo sfruttarli al massimo”.

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