giovedì 25 febbraio 2016

FRANCESCA BABBI: “VI RACCONTO LE MIE EMOZIONI”



Un mercoledì sera nella “sua” Caserta che resterà scolpito nella memoria di Francy: dai fiori alla targa, dal primo punto alla vittoria, al ritorno a Pesaro senza dormire
Francesca Babbi e la VolAlto Caserta, separate da una rete, unite da una grande amicizia

@LucianoMurgia
Ci sono sere che non arrivano mai, e ce ne sono altre che credi non torneranno più. E ci sono momenti che hai nel cuore e non dimenticherai mai, perché nessuno potrà cancellare l'amicizia che ti hanno regalato, e che tu hai ricambiato sinceramente. Così le sere che non dovevano arrivare mai o credevi non potessero tornare spuntano all'improvviso, come dietro la luna dal monte a illuminare una targa e un mazzo di fiori e il cuore batte forte, ma non è il tumulto delle ultime settimane, perché dentro quel palazzetto dello sport che è stato tuo per un anno ti senti di nuovo a casa, anche se quella vera è lontana più di 500 chilometri, che ricordi uno a uno, ma non stasera, anzi ieri sera, mercoledì sera, quando hai ritrovato l'affetto di chi ti ha voluto e ti vuole bene, a cui tu vuoi bene, e il sorriso, e la schiacciata vincente, e la battuta che culmina in un ace, e il muro, anzi i muri, e dopo settimane di silenzio, di tristi ne, non entrata, hai ritrovato il campo, la vittoria, l'abbraccio delle tue compagne. Magari hai dubitato, e pensato che serate così non sarebbero più arrivate, e invece ne hai vissuto una che ne vale mille, in una città – Caserta - che ti ha adottato e magari ti ha perdonato perché, per la seconda volta, hai fatto del tuo meglio per fare perdere la squadra che hai trascinato in serie A2. Ma – si sa – certi amori non finiscono mai. Te lo hanno cantato dopo la gara d'andata i tifosi arrivati a Pesaro da Caserta, te l'hanno confermato i saluti e i baci e gli applausi e i fiori e una targa tutta per te, per Francesca Babbi, che era il capitano del Volley Pesaro e adesso non lo è più, e nell'ultimo mese aveva messo piede in campo solo a Forlì, in una partita-allenamento di Coppa Italia, ma mercoledì sera è tornata la Francesca Babbi che non nasconde le emozioni, che le racconta...
Tornare a Caserta per me è stato un susseguirsi di emozioni molto forti, perché a Caserta ho vinto il mio primo campionato non certo partendo da favorite e disputando dei playoff davvero incredibili. E perché Caserta è una città che ho imparato ad amare.
Una città che prima di partire mi spaventava per la diversità dal posto da cui arrivavo, ma poi ho scoperto essere fantastica, con persone sempre disponibili e genuine nel vero senso della parola, per il loro darti il cuore... La città... la Reggia maestosa e bellissima... La società, stupenda, con un presidente come non ne ho mai conosciuti.
Tornare lì, per me è stato un rivivere tutto questo. Io ho fatto anche un tatuaggio in onore del mio anno casertano con la scritta meravigliosa "per aspera ad astra".
L'omaggio di Caserta è stato per me importante, mi ha commosso, molto, a dimostrazione che le strade possono anche dividersi, ma il rispetto e i legami veri rimangono.
Il primo punto da me realizzato è stato liberatorio da un punto di vista personale. Era qualche partita che non giocavo e avevo accumulato tanta voglia di fare.
Vincere è stato importante per proseguire la striscia positiva e fare punti, per staccarci dalle parti basse della classifica ed iniziare a guardare in alto
Penso di avere fatto il mio, ma penso anche di poter fare meglio. Mi sto allenando bene e ritrovando continuità. Spero e credo di poter dire la mia.
Rientrando ho dormito poco... l'adrenalina e le mille emozioni mi hanno accompagnata a Pesaro, ascoltando un po' di buona musica”.
Avevo proposto alcune domande a Francesca. Mi è sembrato più giusto eliminarle. Bastano le parole le sue parole per raccontare il cuore di una ragazza, di una donna, prima ancora che una giocatrice di volley, per descrivere le emozioni di un mercoledì sera di febbraio che resterà scolpito nella sua memoria e in quella dei casertani che le vogliono bene e dei tifosi pesaresi che l'hanno ritrovata.




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