domenica 26 aprile 2015

BERTINI E LE DIFFICOLTA' DI TODI: "MANCATA LA CONCENTRAZIONE"


@LucianoMurgia
Era la squadra che aveva meno da chiedere alla 24esima giornata, al contrario di altre per cui ogni punto poteva essere come una borraccia d'acqua nel deserto. Eppure chi ha fatto meglio è ancora il Volley Pesaro, tornata a casa con l'undicesima vittoria in 12 trasferte.
Mentre cadevano Firenze, Orvieto e Perugia, ovvero le più immediate inseguitrici, la squadra di Bertini stentava a Todi, è vero, ma alla fine conquistava altri due punti, a conferma dell'imbattibilità nei tie-break giunta a quota 4.
A proposito di numeri: quello più importante di sabato 25 aprile è il 38, come gli anni che ha festeggiato Matteo Bertini, che in verità, essendo la partita iniziata alle ore 21 e finita poco prima delle 23,30, ha rischiato di celebrare il compleanno il giorno dopo. Come se le ragazze avessero dimenticato la ricorrenza.
"Forse non abbiamo affrontato l'impegno con la concentrazione necessaria. A scusante delle ragazze, sottolineo che queste sono partite difficili a livello mentale perché non c'è posta in palio per noi. Avevo chiesto loro di stare concentrate, di tenere il ritmo alto, in partita come in allenamento, perché ci attende un playoff a cui presentarsi nel migliore dei modi. E' certo che a Todi non abbiamo giocato la nostra migliore partita. Per prendere il ritmo giusto sono serviti almeno un set e mezzo. Poi, una volta preso, l'abbiamo perso nel quarto parziale. Ho chiesto alle ragazze di fare determinate cose, ma non le facevamo. E' per questo motivo che ho cambiato il libero, facendo uscire Sara Zannini, sostituendola con Marika Battistelli: non c'era attenzione e non possiamo permettercelo, mai. A maggiore ragione in questo periodo in cui l'attenzione deve essere alta, sempre”.
Ci sono stati momenti difficili, coincisi con pesanti break negativi. Eppure, quando tutto sembrava congiurare contro, la sua squadra ha reagito, mostrando carattere, dominando il quinto, decisivo set, giocandolo da... Volley Pesaro.
"L'abbiamo giocato normalmente, come sappiamo giocare noi, con grande senso tattico, concentrate, facendo scelte precise, murando, difendendo. Per quattro set non l'abbiamo fatto. E se fai il contrario di quel che sai fare, le avversarie ti puniscono, come ha provato – benissimo – Todi. La squadra umbra ha disputato un'ottima partita. Però, a mio parere, noi abbiamo fatto molto male, non riuscendo a uscire dalle rotazioni e concedendo break preoccupanti”.
Ci ha colpito un particolare: durante i time-out, di solito voi allenatori parlate con la palleggiatrice. A Todi, invece, lei ha avuto un dialogo continuo con Elisa Mezzasoma, che non è stata all'altezza della sua bravura, della sua classe.
"Non so cosa avesse. Elisa ha iniziato a piazzare la palla, non facendo il suo gioco. Lei deve tirare forte. A un certo punto, si è innervosita. Poi ha ripreso a giocare come sa. Deve imparare che per stare ad alto livello, anche superiore a questo, serve il coraggio di tirare la palla anche se la traiettoria non è perfetta. Deve imparare, da sola, anche da queste situazioni, uscendone con coraggio”.
Coraggio che non è mancato a Martina Bordignon.


"Ne ha avuto molto e ha tirato i colpi giusti. In qualche occasione mi sono arrabbiato con lei perché sceglieva male il colpo. In seguito è stat più lucida e soprattutto ha lavorato bene al muro, facendo un lavoro incredibile contro la fast avversaria, toccando la palla, ma anche murando. Soprattutto ha ricevuto bene e difeso. Sono fondamentali in cui Martina deve essere fenomenale perché lei è giocatrice “piccola” che deve avere punti di forza in ricezione e difesa. Sono contento per lei, perché dopo la prestazione così così di Pagliare l'avevo riportata in panchina. A Todi è tornata in campo, mostrando una bella reazione”.

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