mercoledì 1 aprile 2015

UN REGALO AL VOLLEY PESARO, SCOPRIAMO LA PROTAGONISTA: MARA GIURGOLA


Settimane addietro abbiamo raccontato di un regalo - un portachiavi personalizzato: la magliette con numero e nome delle giocatrici - che ha fatto felici tutti. Così, abbiamo chiesto a Giada Biagioli, che ha conoscenze uniche nel mondo della pallavolo, di capire le ragioni di questo regalo, soprattutto di farci conoscere la protagonista: Mara Giurgola
Mara a sinistra con Marco Bonitta, ct azzurro

di GIADA BIAGIOLI
Quando sono venuta a conoscenza del bellissimo regalo che questa ragazza aveva progettato e recapitato alle ragazze di Volley Pesaro sono rimasta senza parole. Per chi non lo sapesse la ragazza in questione è Mara Giurgola e, qualche settimana fa, ha spedito a tutte le atlete pesaresi portachiavi personalizzati a forma di magliette da gioco, con numero e cognome.
Sono rimasta senza parole perché oggi come oggi non è da tutti regalare, a maggior ragione se con la squadra in questione non si ha nessun tipo di rapporto, relazione o contatto.
E’ stata una stupenda sorpresa, arrivata al cuore delle ragazze e della società, direttamente da questa 23enne di Brindisi, che vive però a Busto Arsizio per motivi di studio. Un dono semplice, ma speciale.
Il nome di questa brindisina non mi era per nulla nuovo, non la conoscevo personalmente, ma si sa, nel mondo del volley nessuno è davvero uno sconosciuto. Così l’ho contattata, inizialmente per ringraziarla e poi per porgerle qualche domanda, per conoscerla meglio e per capire perché tra tante squadre, Mara abbia scelto proprio Pesaro e le sue ragazze.
Chi è Mara Giurgola e cosa fa nella vita?

“Sono il classico esempio di studentessa universitaria fuori sede. Un po’ pasticciona, sempre con la testa fra le nuove e perennemente in ritardo. Se nella settimana sono costantemente immersa da lezioni, esami e libri, nel weekend mi trasformo in articolista per un sito di pallavolo ed assaporo la vita delle atlete grazie alla collaborazione nel ramo Social Media con GetSportMedia".
In che ramo di studi hai scelto di specializzarti?
“Studio Design della Comunicazione al Politecnico di Milano. Spazio quindi in tutta quell'area legata alla progettazione: dalla grafica puramente estetica alla creazione di sistemi comunicativi ed interazioni fra persone".
Abiti però a Busto Arsizio, altra città di volley.
“Sì, sono un po’ errante. Da Milano mi sono trasferita a Castellanza (ex-casa di Villa Cortese - ndr) e poi quest’anno a Busto. La scelta è stata fatta per bilanciare studio, passioni e lavoro".
Quali sono i tuoi principali compiti all’interno di GetSportMedia?
“GetSportMedia è una nuova start up nel mondo sportivo. Con l'avvento dei social media l'atleta non è più un modello inarrivabile ma più semplicemente si trasforma in un "amico" facilmente raggiungibile con cui alle volte poter messaggiare e condividere esperienze. Il mio compito è quello di gestire il flusso di informazioni. Preserviamo la figura dell'atleta dal carico di messaggi creando integrazione di informazioni sui social più famosi. Banalmente dai continui aggiornamenti delle pagine con notizie, foto e grafiche accattivanti alla creazione di interazione con i fan. La parte più burocratica legata agli sponsor ed ai contratti la lascio ben volentieri al mio ‘boss’ Cristina Gatti".
E ora la fatidica domanda, con tutti questi interessi, studi ed esperienze: cosa vuole fare Mara da grande?
“Cosa voglio fare da grande? Bella domanda. Ci sono molti rami che mi affascinano e spero attraverso un'impollinazione magica di riuscire a trovare la mia strada. Sicuramente il mio spirito sportivo non può prescindere dalle mie scelte ed infatti in questi anni ho trovato tante potenzialità inespresse nel volley: dalla programmazione degli eventi, alla comunicazione delle atlete come ‘valori aggiunti’ e non solo numeri per arrivare infine all'idea di progetti funzionali e società-famiglie. Ma non vorrei star qui ad annoiarvi. Magari, perché no, fra qualche anno ci vedremo ancora sui campi".
Impegnata nello sport che ama
Se c’è, qual è la tua squadra del cuore?
“La mia squadra del cuore è quella che mi ha trasformato da semplice spettatrice a giocatrice. Il primo allenatore, le prime compagne, la prima maglia con il ‘tuo’ numero (che poi magari era quella utilizzata da una ragazza più grande negli anni passati) sono esperienze ed emozioni che non possono essere dimenticate. Quindi direi che l’Eurovolley Brindisi è il mio primo amore e non nego che quando posso faccio un salto in palestra a salutare le ‘vecchie’ conoscenze".
Come hai vissuto personalmente, il prematuro abbandono della New Volley Brindisi al campionato di B1 femminile, dove per altro stava ben figurando?
“Con enorme dispiacere perché delle questioni personali sono state anteposte al lavoro ed al sacrificio di staff ed atlete. Molto spesso ci si domanda perché al sud esistano pochissime realtà ad eccellere nel professionismo. Si fa riferimento spesso a luoghi comuni come ai pochi investimenti ma il problema più grosso è alla base. In profondità si evidenzia l'assenza di progettualità e disinteresse verso la creazione di un settore giovanile di livello. Spesso si è cercato di creare questo utopico bacino pallavolistico tuttavia per invidie e dispetti è sempre stato distrutto tutto. Il caso della New Volley ne è soltanto l'ennesima manifestazione".
Hai qualche idolo o esempio nel mondo del volley?
“Essendo bassa di statura son cresciuta con il mito di Paola Cardullo. Con lei è nato il ruolo del libero, una piccoletta che fra le giganti mi faceva divertire da pazzi. Con tempo l’ammirazione si è trasformata in profonda stima per una donna che continua a stupirmi anche nella vita. Dovrei essere imparziale ma è innegabile che un po’ l’occhietto lo strizzo alla formazione in cui gioca".
Secondo te, chi vincerà i campionati femminili di A1 e B1?
“In A1 Novara è sicuramente la favorita al titolo. Una Coppa Italia già messa in bacheca ed ha un signor allenatore come Luciano Pedullà, non a caso definito ‘il professore’. Bisogna prestare attenzione anche dietro: alla formazione modenese (più altalenante), ed alla ‘sorpresa’ Pomì, poi una fra le due ritrovate Piacenza e Busto potrebbe dar fastidio.
Per la serie B1 sono un po’ più a digiuno però il mio augurio è che la cavalcata della Volley Pesaro possa terminare con il profumo di Serie A".
Ultima domanda, perché hai scelto proprio le ragazze di Volley Pesaro, per quei fantastici portachiavi personalizzati?
“Sai viviamo in un mondo in cui è più facile invidiare che apprezzare. Fa notizia soltanto il brutto ed invece speravo di dimostrare il contrario (e forse un po’ ci sono riuscita). Dopo quel famoso ridimensionamento del Volley Pesaro un po’ tutti ci abbiamo perso ed ho sempre seguito con ammirazione chi nonostante le difficoltà riesca a rifondare qualcosa di solido. Credo che le ragazze, supportate da questa ‘grande famiglia’, stiano costruendo qualcosa di straordinario ed il mio omaggio era solo una conferma che quanto si sta realizzando è apprezzato anche dai semplici amanti del volley".
Ringraziamo Mara per la disponibilità e la cordialità, con la speranza di vederci presto su un campo di volley. Ancora un enorme ringraziamento per quanto fatto alle nostre ragazze. Un piccolo grande gesto di una splendida persona.

1 commento:

  1. concordo.. Mara, indipendentemente dal gesto qui descritto, è un tesoro di ragazza col cuore d'oro. una ragazza che sono orgoglioso di aver conosciuto!

    RispondiElimina