lunedì 23 marzo 2015

GIGI PORTAVIA, CAMPIONE CON L'UNDER 16, INDISPENSABILE PER LE FORTUNE DEL VOLLEY PESARO

Portavia, il suo assistente Andrea Pantieri e le Under 16 campionesse provinciali
@LucianoMurgia
La gioia e il dolore. Sentimenti contrastanti nell'anima di Gigi Portavia, allenatore dell'Under 16 Snoopy che domenica, ad Acqualagna, ha vinto il titolo provinciale a poche ore dalla notizia della tragica morte, a Miami, di Davide Bronzini, 31 anni, ex giocatore di pallavolo, soprattutto un amico. Davide è stato investito da un'auto pirata.
"Ho allenato la sorella, ma anche giocato insieme con Davide. E' stata una bruttissima notizia per la sua famiglia, per Marotta. Credetemi, si dice sempre così, che si trattava di un bravissimo ragazzo, ma nel caso di Davide è tutto vero. Ha fatto parte della mia generazione, di tanti ragazzi cresciuti con la pallavolo. Provo un grandissimo dispiacere”.
E' un titolo provinciale, a qualcuno potrebbe sembrare poca cosa. Non è così. Intanto mettetevi nei panni delle ragazze, pensate ai tanti allenamento fatti, ai sacrifici e vedrete che quella appesa al collo è una medaglia importante. Vero Portavia?
"Anche perché vincere non è mai facile. Per noi è un punto di partenza. Adesso proveremo a fare il meglio possibile nelle finali regionali...”.
Dove e quando si svolgeranno?
"Intanto, sono precedute da un preliminare che vedrà protagoniste le quattro squadre finaliste del campionato provinciale: un turno diviso in tre giornate, l'8-15-22 aprile. Si tratta di un girone a tre che promuoverà due squadre. Mercoledì conosceremo le date dei nostri impegni”.
Alla guida dell'Under 16 Snoopy, principale collaboratore di Matteo Bertini nel Volley Pesaro, praticamente vive in... palestra.
"Già, anche il lunedì, quando la prima squadra riposa, io sono al lavoro con le mie ragazzine...”.
Un primo piano sulla panchina del Volley Pesaro di serie B1
Credo sia una soddisfazione vedere crescere le giovanissime pallavoliste.
"Soprattutto mi piace tantissimo lavorare con le Under 16. La soddisfazione è vedere la loro crescita e che il percorso iniziato l'anno scorso incomincia a dare i primi frutti”.
In passato, la pallavolo femminile in provincia parlava soprattutto fanese. Fra le tante squadre che ho seguito, ne ricordo una che allineava una Portavia... Non è che...
"La risposta è esatta: è mia zia, sorella di mio padre”.
La pallavolo è una caratteristica imprescindibile della vostra famiglia. Il merito del suo impegno è della zia?
"No, perché io ho giocato a calcio fino a 17 anni. Poi, in seguito a un problema a un ginocchio e poiché tutti i miei amici, compreso Matteo Bertini, giocavano a pallavolo, mi sono avvicinato a questa disciplina...”.
Venendo dal calcio, avrà apprezzato le peculiarità che fanno della pallavolo uno sport unico, dentro e intorno al campo.
"Assolutamente! E' un altro mondo...”.
Gigi Portavia e Matteo Bertini, collaboratori, ma soprattutto amici
Nella mia carriera di giornalista sportivo, ho avuto l'opportunità di intervistare molti “vice”. A mio modesto parere, scrivere vice è una bruttura burocratica. Bisognerebbe spiegare meglio che, più che vice, il principale collaboratore dell'allenatore capo è quello che ne fa le veci nelle situazioni più delicate, più ingarbugliate Amico e collaboratore, magari talvolta pronto – ma non è il caso di Gigi – a “rubargli” la panchina. Ora parafulmine, ora confessore degli atleti, in particolare - credo - delle atlete, che abitualmente si confidano con chi può raccogliere i mugugni garantendo l'anonimato, vuoi per un allenamento troppo lungo, o troppo duro, come pure per un orario di seduta in palestra che poteva essere meno punitivo o una trasferta che doveva essere più comoda. L'esperienza mi dice che il suo ruolo è fondamentale per gli equilibri, quindi per le fortune di una squadra.
"Credo sia davvero così. Succede infatti che una giocatrice o un giocatore si sfogano con il secondo o con il fisioterapista, che ovviamente cercano di ricucire, di mediare, di mettere a posto, se c'è da mettere a posto la situazione. Oppure di consigliare l'atleta e di parlare con l'allenatore. Sinceramente, è un ruolo che mi viene facile. Essendo amico d'infanzia di Matteo, abbiamo un continuo dialogo. Onestamente, nelle tre stagioni a Pesaro, non mi sono capitati casi difficili da risolvere, non si sono presentate situazioni irreparabili. Il mio compito è stato abbastanza facile...”.
Gigi in compagnia di una sorridente Diletta Sestini
Seguendo le partite e soprattutto gli allenamenti della serie B1, mi è parso di notare che lei abbia un bel rapporto con le ragazze.
"Mi fa piacere che lei l'abbia notato. Posso affermare, però, senza ombra di dubbio, che era così anche le stagioni precedenti. Quest'anno, poi, abbiamo un gruppo di ragazze splendide, con le quali è facile parlare, confrontarsi”.
Di recente, Matteo Bertini mi ha raccontato la differenza tra allenare un gruppo giovane, come quello della scorsa stagione, e uno più esperto, qual è quello di quest'anno. Con le più giovani c'è la soddisfazione di vederle crescere, con le più esperte di avere davanti persone mature che sanno quel che vogliono. La sua opinione?
"Sono due modi completamente diversi di lavorare e di allenare. Le grandi non le puoi ingannare, tra virgolette. Non che tu possa farlo con le giovane, ma queste sono come le spugne: assorbono tutto, apprendono e fanno esperienza. Con le grandi, fai un altro lavoro, hai un altro approccio. Ma è bello lavorare con entrambe”.
Quando la scorsa estate parlavate con Matteo della nuova squadra, facevate i nomi di chi sarebbe arrivata, dei tasselli da incastrare per fare nascere un bel gruppo, avrebbe pensato che stavate costruendo una squadra interessante, capace di vincere le prime 20 partite?
"Quando Matteo anticipava qualche nome, mi sembrava che stesse nascendo una squadra equilibrata, ma che fosse in grado di realizzare una striscia vincente così importante, sinceramente non l'avrebbe pensato nessuno. E' evidente che la squadra è stata costruita bene e ha un equilibrio che altre non hanno... Ed è allenata molto bene, altrimenti non avresti vinto tutte le partite”. Già, Gigi Portavia ha toccato un tasto che spesso dimentichiamo – colpevolmente. Le ragazze sono brave, la chimica è quella giusta, ma alla base dei tanti successi c'è anche un grande lavoro tecnico, e dirigenziale, se è vero che la società trasmette affetto, serenità, piacere di fare parte di una grande famiglia.
State vincendo tanto, ma la formula del campionato di serie B1 ricorda che non basta dominare la stagione regolare, ma è necessario fare bene nei playoff per completare l'opera, per conquistare la promozione. State dando un'occhiata alla possibile avversaria nella seconda fase? In questo momento, sembra che Pesaro e Cisterna – leader del girone D – siano entrate in rotta di collisione.
"Certamente facciamo attenzione a quel che accade nel nostro girone, ma anche nel D, ma in questo momento pensiamo soprattutto a noi più che alle altre. La matematica non ci conforta ancora ed è più corretto pensare a ritrovare le energie per essere pronti nei playoff. Avremo tempo e modo di occuparci delle eventuali avversarie”.
Un gruppo esemplare, sotto ogni punto di vista, è stato detto più volte del Volley Pesaro. Questo esempio lo propone alle sue Under 16?
"Sì, ogni volta che ne ho occasione. Ricordo alle ragazzine che certe cose non succedono solo a loro, ma anche alle più grandi. L'esempio offerto dalla prima squadra aiuta tutte le altre a crescere meglio. Quando si è molto giovani, se le cose non funzionano, ci si butta facilmente giù. L'esempio delle più grandi aiuta a venire fuori da situazioni difficili, è uno stimolo ad andare avanti, a migliorarsi”.
Credo che l'esempio della B1 possa essere servito domenica, nella finale, quando, dopo avere dominato i primi due set, avete avuto qualche difficoltà nel terzo parziale, chiuso poi 33-31. La sua Under 16 ha dimostrato una caratteristica che è propria del Volley Pesaro: non mollare mai.
"Vincere un set così, dopo 5-6 palle set annullate dalle avversarie, vuole dire che le ragazze volevano centrare l'obiettivo, che ci hanno creduto sempre e alla fine ce l'hanno fatta”.
Da marottese, vuole spendere qualche parola per il Volley Lab Fano Bianca, che lottando fino all'ultima palla ha mostrato di avere altrettanta forza tecnica e morale reagendo con determinazione al doppio svantaggio?
"Noi abbiamo fatto una bella partita, loro sono un gruppo interessante, ma hanno giocato i primi due set sotto tono. Magari erano emozionate. Ma nel terzo hanno avuto una grandissima reazione, mettendoci in grande difficoltà”.


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